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EMIGRARE INSEGNANDO ITALIANO ALL’ESTERO

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EMIGRARE INSEGNANDO ITALIANO ALL’ESTERO

In molti sperano di riuscire ad andarsene dal nostro Paese, ma a volte non si vedono prospettive interessanti, soprattutto a livello lavorativo, tali da giustificare il cambio di vita. Trasferirsi all’estero non è uno scherzo e si deve sempre ponderare bene la situazione, onde evitare delle mosse azzardate che non potrebbero portare più danni che altro. Vi suggeriamo, pertanto, una soluzione che potrebbe essere presa in considerazione: insegnare italiano all’estero. Sebbene potrebbe non essere il lavoro dei sogni, facciamo presente che all’estero la richiesta di insegnanti di italiano è alta, anche perché si tratta di una lingua molto complessa, per la quale servono sempre dei madrelingua. Per questo motivo, già solo cercando online, si possono trovare tantissime opportunità in quest’ambito.

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Vediamo, però, nel dettaglio quali sono i requisiti che si devono avere per poter insegnare italiano all’estero. Innanzitutto, facciamo presente che ci sono tantissime scuole italiane operanti all’estero, scuole private naturalmente, che sono sempre alla ricerca di personale italiano da mettere in organico. Per poter fare in modo che venga preso in considerazione la propria candidatura, è necessario inviare il proprio curriculum. Se, invece, si vuole agire attraverso la pagine del ministero degli Esteri, si può notare che, alla pagina riguardante gli Istituti italiani di Cultura, ci sono tantissime opportunità. Per prendere parte alle selezioni si necessita della laurea in Lingue e di un’ottima conoscenza delle lingue straniere. Si tratta di un mestiere che potrebbe dare delle grandi soddisfazioni e che potrebbe finanche far cambiare la vita di qualcuno. È, in ogni caso, un’esperienza formativa di un certo livello perché l’aver insegnato italiano all’estero fa comunque curriculum, qualora si decida, per qualsiasi motivo, di rientrare in Italia. Il mercato del lavoro nel nostro Paese è ancora in ginocchio e questa potrebbe essere una valida alternativa che permetterebbe di partire e trasferirsi avendo, al contempo, un lavoro. 

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EMIGRARE DOPO LA PENSIONE? UNA SCELTA DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE

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EMIGRARE DOPO LA PENSIONE? UNA SCELTA DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE

Probabilmente, dopo una vita di duro lavoro e dopo aver affrontato le mille e più difficoltà dovute alla crisi che ha messo in ginocchio la nostra economia e il nostro Paese, l’idea di emigrare dopo la pensione potrebbe sembrare un vero e proprio miraggio. Del resto, c’è anche da sottolineare che l’Italia non tratta per niente bene i pensionati e sempre più over 60 si trovano a vivere in situazioni difficili e di disagio. Proprio per questo, sempre più persone decidono di emigrare e hanno incominciato a farlo, o a pensarci, anche tanti pensionati che si rendono conto che nel nostro Paese non è facile vivere con una pensione nella media. Ecco perché si scelgono i posti dove la vita costa meno e si parte. Si tratta anche di una svolta, di una nuova vita e per chi ormai è arrivato alla pensione è anche un modo per vivere al meglio gli ultimi anni rimasti, godendosi  i frutti del proprio lavoro.

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Se in Italia con una pensione normale si fa fatica a vivere, ci sono dei Paesi in cui, invece, si vive molto bene e ci si possono anche concedere dei lussi. Le mete più ambite e scelte dai nostri pensionati sono il Brasile, il Kenya, la Thailandia, ma anche la Repubblica Dominicana, Bali e le Canarie. Ad oggi si conta che sono già mezzo milione gli italiani che incassano la loro pensione stando all’estero, mentre si godono una vita che qui sarebbe stata difficile e travagliata. Inoltre, vivendo all’estero, le pensioni non vengono più tassate in Italia. Le tasse applicate dal nostro Paese sono tra le più alte ed è per questo che chi percepisce la pensione all’estero ne ricava anche di più. Non solo più felici, quindi, ma anche più ricchi. Si tratta di una scelta che, siamo sicuri, faranno sempre più persone. 

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VIVERE CON MENO DI 350 EURO AL MESE? ECCO I PAESI DOVE SI PUÒ

thailandia spiagge

VIVERE CON MENO DI 350 EURO AL MESE? ECCO I PAESI DOVE SI PUÒ

Il vostro sogno è quello di andare via dal nostro Paese per cercare fortuna altrove? A volte, però, può essere difficile, perché il costo della vita può essere alto anche all’estero. Tuttavia, ve lo vogliamo dire, delle isole felici esistono ancora e ci si può vivere con pochi soldi al mese, grazie a prezzi molto più bassi che in Italia.

Volete sapere quali sono? Iniziamo con il dire che stiamo parlando di Paesi in cui si vive con meno di 350 euro. Può sembrare un’utopia ma non lo è. Un noto portale ha stilato una classifica di 5 Paesi in cui si vive, anche abbastanza bene, con pochissimi soldi. In Thailandia, ad esempio, si possono trovare delle case a 20 euro al mese. Ovviamente stiamo parlando delle zone a nord della Thailandia, mentre verso la costa gli affitti iniziano ad alzarsi, anche se non si super quasi mai i 60-70 euro. Discorso diverso, invece, per gli alloggi più lussuosi in zone esclusive, ma siamo sicuri che se siete interessati a rifarvi una vita ripartendo da zero non puntate a quelli. Anche il costo del cibo è basso e si può arrivare anche a fare una spesa mensile con soli 150 euro.

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Altro Paese molto poco caro è la Cambogia. La nazione è da sempre meta di moltissimi turisti e lo è perché, tra le tante cose, è anche molto conveniente. Con 350 euro si vive nella capitale, mentre più ci si allontana e meno costa vivere. Nella capitale difficilmente si trovano alloggi a meno di 150 euro ma se si scelgono zone più periferiche si risparmia davvero molto. Stesso discorso per Vietnam e Laos, così come per una regione delle Filippine: stiamo parlando della regione di Cebu. Qui c’è tutto e si trovano abitazioni a 100 euro al mese e per 150 euro si può fare una bella spesa mensile.

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ITALIA: AUMENTA L’EMIGRAZIONE E DIMINUISCE L’IMMIGRAZIONE

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ITALIA: AUMENTA L’EMIGRAZIONE E DIMINUISCE L’IMMIGRAZIONE

Che l’Italia non è più un Paese appetibile in cui si vive bene lo avevamo capito anni orsono, tuttavia, i dati di questi ultimi giorni in merito a emigrazione e immigrazione, ci conferma che la situazione si aggrava sempre di più. Nel dettaglio, se da un lato aumenta l’emigrazione, dall’altro diminuisce l’immigrazione. In poche parole, dall’Italia si scappa, alla ricerca di maggiore successo lavorativo e non solo, ma nessuno, o quasi, ci viene più. Volendo riportare dati più specifici, si fa presente che sempre più laureati e diplomati lasciano l’Italia, mentre gli stranieri non arrivano più nel nostro Paese con la stessa frequenza del passato.

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L’anno preso in considerazione dal report dell’Istat di cui vi stiamo parlando è il 2012. Durante quest’anno ben 32 mila persone si sono trasferite all’estero e il dato allarmante è che di queste ben 9 mila erano laureati: la cosiddetta fuga dei cervelli non si placa. I Paesi che hanno visto l’arrivo degli italiani che se ne sono andati dal nostro Paese sono stati Germania, Svizzera, Francia, Gran Bretagna, ma anche Stati Uniti e Brasile. Inghilterra, Stati Uniti e Brasile sono stati i Paesi più scelti dai laureati in fuga. Ma, come detto, il problema tocca anche coloro i quali in Italia sono arrivati. Se prima il numero degli immigrati era abbastanza alto, adesso subisce anch’esso una contrazione. Si parla del – 9,1%. Nel nostro Paese è aumentato l'ingresso di cittadini rumeni, grazie soprattutto all'apertura delle frontiere, ma arrivano sempre meno cinesi, marocchini, moldavi, ucraini, peruviani ed ecuadoriani. Per quanto riguarda i paesi africani, quelli con flussi maggiori sono stati quelli con conflitti interni. La situazione, quindi, non è delle migliori e lo si percepisce anche da questi dati. L’Italia è sempre più un Paese da cui scappare e non una nazione in cui vivere o migrare. Di certo le cose non stanno migliorando neppure ultimamente e chissà quando la rotta si invertirà e ritorneremo una nazione rigogliosa e ospitale.

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SFATIAMO ALCUNI FALSI MITI SULL’EMIGRAZIONE

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SFATIAMO ALCUNI FALSI MITI SULL’EMIGRAZIONE

In questo preciso periodo storico, quando si viene a conoscenza di qualcuno che sta per andare a vivere all’estero lo si invidia immediatamente, perché si pensa che sicuramente le sue condizioni di vita miglioreranno. Tuttavia non è sempre vero. Sono tanti i falsi miti sull’emigrazione che è meglio sfatare. Il primo falso mito è che all’estero è sicuramente più facile che in Italia. Ci sono Paesi e Paesi e alcuni, ve lo garantiamo, sono messi peggio del nostro. Per questo motivo è sempre importante informarsi prima sulle prospettive di via e lavoro. Inoltre, non pensate che tutte le nazioni sono accoglienti, perché in alcune parti del mondo vi potranno guardare dall’alto al basso solo per il fatto di essere straniero. State, poi, sicuri che la disonestà non è prerogativa italiana, ma esiste un po’ ovunque: pertanto, non basta andarsene dall’Italia per vivere in un mondo saggio e pulito.

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Un altro falso mito da sfatare è che una volta lontani troverete sicuramente la vostra dimensione, tanto da non voler tornare qui neppure per le vacanze. Non è per nulla vero, perché l’Italia rimarrà sempre la vostra nazione di appartenenza, quella a cui siete legati. All’estero alcuni neppure sanno dove si trova l’Italia e questo, a volte, potrebbe farvi sentire esclusi. In poche parole, la vita all’estero non è sempre rose e fiori come crediamo e le esperienze le dobbiamo vivere sulla nostra pelle prima di poter dire che si sta meglio altrove piuttosto che nella nostra nazione. Con questo non si vuole certamente dire che non si deve emigrare, perché è un sacrosanto diritto di chiunque scegliere dove vivere e dove cercare fortuna, ma si vuole sottolineare che alcuni luoghi comuni non sono sempre veri e che ci sono dei miti che è meglio sfatare, onde evitare che qualcuno faccia delle scelte azzardate sulla scia di quello che si sente dire in giro. Sono delle decisioni delicate da prendere e farlo senza troppi condizionamenti è la scelta migliore.

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COSA FARE PRIMA DELL’ESPATRIO

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COSA FARE PRIMA DELL’ESPATRIO

Se avete deciso che, per cambiare vita o per cercare il lavoro che fa per voi, dovete emigrare, siamo sicuri che avete ponderato bene tutti i pro e tutti i contro. Tuttavia, è fondamentale sapere che, prima di espatriare, ci sono dei passi, burocratici e non, da fare. Ve li elenchiamo in modo da tenere tutto bene a mente e non dimenticare nulla. Ovviamente, dipenda da che Paese diventerà la vostra nuova casa: in base a questo dovete capire se vi servirà o meno il passaporto. Se quest’ultimo dovesse servirvi, informatevi al meglio sui tempi per il rilascio e preparate preventivamente tutto quello che serve, in particolar modo le fototessere che vi verranno richieste. Controllate anche che la vostra Carta di Identità sia ancora valida e soprattutto valida ai fini dell’espatrio. Fatto tutto questo, ponderate bene quali saranno le vostre priorità una volta arrivati nel Paese che vi ospiterà. Avete già trovato il lavoro che andrete a fare? Se non lo avete ancora fatto vi consigliamo di dare uno sguardo alle varie opportunità che ci sono in rete.

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Cercare può essere molto semplice, sebbene non significa che lo troverete al primo colpo. Tuttavia, tentar non nuoce ed è per questo motivo che vi consigliamo di farlo. Ovviamente, è bene anche informarsi preventivamente su quali sono i documenti che vi serviranno una volta arrivati lì. Cercate in rete, specialmente sui siti istituzionali e non perdete tempo ma fate tutte le carte di cui avrete bisogno. Se riuscite, se il tempo ve lo permette, cercate di fare un corso di lingua oppure perfezionate il vostro inglese, che sarà uno strumento utile per farvi capire in un Paese estero. Come detto prima, se non avete ancora trovato il lavoro che fa al caso vostro, provate a vedere sui vari siti (istituzionali e non) e non dimenticate di portare con voi tante copie del vostro curriculum vitae, redatto anche in inglese. Ultimo consiglio: fate una fotocopia di tutti i vostri documenti e, soprattutto, informatevi su quello che è il sistema sanitario della nazione che vi ospiterà.

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PUBBLICITÀ SHOCK DI SENSIBILIZZAZIONE IN NUOVA ZELANDA

incidente

PUBBLICITÀ SHOCK DI SENSIBILIZZAZIONE IN NUOVA ZELANDA


Salve espatriati per caso.

Oggi cercando in rete sono incappato in questa campagna di sensibilizzazione della Nuova Zelanda inerente agli incidenti stradali.

Essendo un video che in Italia non è pubblicato ho pensato che grazie a Espatriati per Caso possa raggiungere più persone possibili.

Guardate e commentate.

Non c'è altro da dire.

 

 

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SEMPRE PIÙ ITALIANI EMIGRANO: MA PERCHÉ?

fuga dei cervelli

SEMPRE PIÙ ITALIANI EMIGRANO: MA PERCHÉ?

Oggi giorno non si fa altro che parlare della fuga dei cervelli dal nostro Paese e, ormai, quello dell’emigrazione è un tema sempre più affrontato.

Ma vediamo perché l’italiano oggi è spinto a emigrare.

Di sicuro la nostra situazione politica ed economica non è delle più floride. La disoccupazione tocca dei livelli allarmanti ed è sicuramente questo il primo motivo per cui gli italiani decidono di lasciare il Belpaese per andare alla ricerca di posti dove si possa vivere meglio o, quanto meno, avere una prospettiva di futuro che qui, dobbiamo dirlo, manca.

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Guardando la situazione della nostra nazione è facile pensare che non ci sarà un futuro né per noi né per le generazioni che verranno e quindi che si fa? Si emigra alla ricerca della felicità, o quanto meno del lavoro. Altre motivazioni che spingono gli italiani, e in particolar modo le nuove generazioni, a emigrare è la voglia di conoscere delle nuove realtà. Con l’annullamento dei confini che è stato reso possibile grazie alla tecnologia, viaggiare e raggiungere posti anche molto lontani non è impossibile ed è per questo motivo che sempre più italiani decidono di mettersi in gioco e di provare nuove esperienze. Del resto, l’ignoto ci affascina e se le prospettive di vita sono migliori di quelle che possiamo avere qui in Italia è ancora meglio. Gli italiani, in fondo, sono un popolo che, all’occorrenza, si è saputo rimboccare le maniche non restando in patria, ma andando a cercare lavoro e soldi altrove. Basta pensare alle emigrazioni dei nostri avi in America o in Argentina, o ancora in Svizzera e Belgio (mete ancora oggi prese molto in considerazione).

Ma chi emigra?

In primo luogo chi, dopo aver studiato tanto e non aver trovato nulla nel nostro Paese, cerca fortuna altrove, dato che vorrebbe vedere riconosciuti i propri meriti. Ma non  sono solo gli acculturati a emigrare, perché anche molti giovani che non hanno voluto proseguire gli studi partono in cerca della fortuna all’estero.

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VIVERE LA PRIMA GRAVIDANZA ALL'ESTERO

gravidanza allestero

VIVERE LA PRIMA GRAVIDANZA ALL’ESTERO

Vivere la prima gravidanza all'estero è un trauma ed io ne sono la prova soprattutto se come me non siete tanto portate a socializzare facilmente.

Sono due anni ormai che vivo in Francia in una città di medie dimensioni, circondata dalle montagne, Grenoble; dopo aver passato un anno molto impegnativo e avventuroso in Erasmus, io e mio marito abbiamo deciso di restare a tentare la fortuna in Francia dato che in Italia non avevamo più un lavoro e avevamo abbandonato il nostro appartamento in affitto.

Due mesi prima di laurearmi sono rimasta incinta!! Normale dopo sei anni di matrimonio vero???

Comunque, ho fatto gli ultimi sforzi per prendere la mia laurea in lingue; poi dopo tanti anni di lavoro e studio insieme, era arrivato il momento di prendersi una pausa e fare tutte quelle attività che avevo sempre desiderato, come la pittura, ricamo, lettura, cucina ecc. e godersi la gravidanza!

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Però nessuno mi aveva avvisato che il primo trimestre di gravidanza è insopportabile, nausea, scombussolamento ormonale e tanto, tanto vomito. Non mi piaceva più nessun cibo o almeno quelli che preparavo o si vendevano in giro, ogni tanto avevo voglia di prelibatezze introvabili in Francia come un vero piatto di cannelloni con ricotta e spinaci o una quattro formaggi o un piatto di couscous preparato dalla mamma. Passavo le mie giornate chiusa in casa a piangere perché non sopportavo nessun odore e rischiavo di vomitare dappertutto, poi morivo di fame. In questi momenti avrei voluto avere vicino la mia famiglia, le mie amiche e anche le vicine di casa, o semplicemente andare a prendere un caffè e fare una chiacchierata con la barista. Grazie a quest’esperienza ho cominciato a capire cosa provano tutte quelle donne straniere in Italia, che non parlano italiano e hanno difficoltà a integrarsi, di origine marocchina e cresciuta in Italia ho quasi sempre avuto difficoltà a capire gli stranieri che si “ghettizzavano”.

Ora capisco che quando sei in un nuovo paese e non parli bene la lingua e non conosci gli usi e costumi del luogo ti isoli dagli indigeni perché hai paura di essere giudicato e ti avvicini alla tua cultura di appartenenza nella quale trovi conforto.

Ciò che mi rassicura e mi fa dimenticare la distanza con l’Italia sono i forum e i blog di altre donne nella mia situazione, passo il tempo a leggere esperienze di altre donne incinte come se fossi nel mio appartamento in Italia, la tecnologia non ha prezzo!

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VIVERE E LAVORARE A MELBOURNE

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VIVERE E LAVORARE A MELBOURNE

Melbourne, fondata sulle sponde del fiume Yarra, è la seconda città più grande d’Australia con oltre 4 milioni di abitanti.

Città multietnica, cosmopolita ed ultra moderna, possiede un grande centro finanziario e ospita gran parte delle multinazionali in Australia.

Il clima di Melbourne è fondamentalmente temperato e durante l’inverno le temperature non scendono mai al di sotto dei 6 gradi.

Central Business District (CBD)

A nord del fiume Yarra si trova il quartiere centrale degli affari di Melbourne, posizionato di fronte al famoso Southbank e circondato da North MelbourneWest MelbourneEast Melbourne e Carlton. Uno dei luoghi più famosi è senz’altro la baia di Port Phillip mentre la spiaggia più rinomata è St Kilda.

St Kilda

La zona di St Kilda è infatti una spiaggia vicina al centro della città di Melbourne ed è celebre per i suoi ristoranti, bar e la vita notturna molto animata. Meta di molti turisti, questa spiaggia di sabbia fine è attorniata da parchi, numerose piste ciclabili, giardini ed una riserva naturale di 6,5 ettari. Gli edifici storici di St Kilda sono The Palace Theatre e il pub The Esplanade.

Southbank

A sud dello Yarra e di fronte al quartiere centrale degli affari di Melbourne (Central Business District) sorge Southbank, quartiere residenziale moderno e culturale adiacente al centro città. Le attrazioni principali sono il museo marittimo, la National Gallery of Victoria e il Centro delle Arti di Southbank.

Mangiare a Melbourne

Mangiare a Melbourne è molto piacevole. Un miscuglio di sapori culinari europei, mediterranei ed asiatici. Un gruppo di chef creativi hanno iniziato uno stile particolare di cucina australiana molto moderno. La maggior parte dei ristoranti di Melbourne propongono dei prezzi molto abbordabili.

Trasporti 

A Melbourne, esiste un unico sistema automatico per i biglietti di treni, tram e autobus dell’area urbana chiamato Myki ed è possibile usufruirne utilizzando la Myki Card.

Per raggiungere invece dall’Italia la città di Melbourne ci sono delle offerte molto vantaggiose della compagnia Emirates. 

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Lavorare a Melbourne 

Se vi recate a Melbourne per cercare lavoro ecco alcune informazioni che potrebbero servire allo scopo. 

Come già detto, Melbourne è la seconda più grande città d’Australia e ha un’attività economica sempre in fermento. Infatti sono diversi i settori nei quali potreste trovare lavoro come il settore finanziario, l’informatica, le nuove tecnologie ed il marketing. Inoltre, anche il turismo detiene una buona fetta del mercato del lavoro senza però dimenticare i settori della sanità e della ristorazione. 

Come fare per lavorare a Melbourne 

Per poter lavorare a Melbourne vi serve avere un Visto Vacanza Lavoro per l’Australia. Questo visto vi permetterà di trovare lavoro nel settore che preferite. Potete dunque cercare lavoro sia su Internet che sugli annunci economici pubblicati nei giornali locali. 

Il miglior modo per trovare lavoro in breve tempo è quello di recarsi direttamente sul posto, attraverso la ricerca porta a porta, il passaparola o le agenzie di lavoro. 

Per poter portare a termine nel migliore dei modi la vostra ricerca di lavoro a Melbourne, dovreste avere un conto corrente in una banca del luogo, oltre ad un numero di telefono australiano. 

Cosa importantissima è il Tax File Number o TFN (il codice fiscale australiano) senza il quale non potrete lavorare e, per ottenerlo, è necessario rivolgersi all'Australian Taxation Office (ATO). Una volta trovato lavoro, dovreste fornirlo al datore di lavoro entro 28 giorni dall’assunzione per non avere ritenute sullo stipendio superiori al dovuto. 

Particolarità 

Se non aveste le competenze necessarie per svolgere determinate mansioni a Melbourne non preoccupatevi, in quanto ci sono degli organismi che offrono dei corsi di formazione professionale di breve durata riconosciuti in tutta l’Australia. 

Se siete o volete partire a Melbourne tramite un Visto Vacanza Lavoro potrete trovare semplicemente lavoro nella ristorazione, negli alberghi e nei call center.

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