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VIVERE LA PRIMA GRAVIDANZA ALL'ESTERO

Creato Domenica, 12 Gennaio 2014
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gravidanza allestero

VIVERE LA PRIMA GRAVIDANZA ALL’ESTERO

Vivere la prima gravidanza all'estero è un trauma ed io ne sono la prova soprattutto se come me non siete tanto portate a socializzare facilmente.

Sono due anni ormai che vivo in Francia in una città di medie dimensioni, circondata dalle montagne, Grenoble; dopo aver passato un anno molto impegnativo e avventuroso in Erasmus, io e mio marito abbiamo deciso di restare a tentare la fortuna in Francia dato che in Italia non avevamo più un lavoro e avevamo abbandonato il nostro appartamento in affitto.

Due mesi prima di laurearmi sono rimasta incinta!! Normale dopo sei anni di matrimonio vero???

Comunque, ho fatto gli ultimi sforzi per prendere la mia laurea in lingue; poi dopo tanti anni di lavoro e studio insieme, era arrivato il momento di prendersi una pausa e fare tutte quelle attività che avevo sempre desiderato, come la pittura, ricamo, lettura, cucina ecc. e godersi la gravidanza!

Però nessuno mi aveva avvisato che il primo trimestre di gravidanza è insopportabile, nausea, scombussolamento ormonale e tanto, tanto vomito. Non mi piaceva più nessun cibo o almeno quelli che preparavo o si vendevano in giro, ogni tanto avevo voglia di prelibatezze introvabili in Francia come un vero piatto di cannelloni con ricotta e spinaci o una quattro formaggi o un piatto di couscous preparato dalla mamma. Passavo le mie giornate chiusa in casa a piangere perché non sopportavo nessun odore e rischiavo di vomitare dappertutto, poi morivo di fame. In questi momenti avrei voluto avere vicino la mia famiglia, le mie amiche e anche le vicine di casa, o semplicemente andare a prendere un caffè e fare una chiacchierata con la barista. Grazie a quest’esperienza ho cominciato a capire cosa provano tutte quelle donne straniere in Italia, che non parlano italiano e hanno difficoltà a integrarsi, di origine marocchina e cresciuta in Italia ho quasi sempre avuto difficoltà a capire gli stranieri che si “ghettizzavano”.

Ora capisco che quando sei in un nuovo paese e non parli bene la lingua e non conosci gli usi e costumi del luogo ti isoli dagli indigeni perché hai paura di essere giudicato e ti avvicini alla tua cultura di appartenenza nella quale trovi conforto.

Ciò che mi rassicura e mi fa dimenticare la distanza con l’Italia sono i forum e i blog di altre donne nella mia situazione, passo il tempo a leggere esperienze di altre donne incinte come se fossi nel mio appartamento in Italia, la tecnologia non ha prezzo!

 

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