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FUGGIRE DALL’ITALIA: ANDARE A STUDIARE E A VIVERE ALL’ESTERO DOPO LA LAUREA

Creato Venerdì, 18 Gennaio 2013
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fuga dei cervelli

FUGGIRE DALL’ITALIA: ANDARE A STUDIARE E A VIVERE ALL’ESTERO DOPO LA LAUREA

Tra i motivi che alimentano questa drastica fuga dall’Italia, ci sono la mancanza di opportunità lavorative e la poca fiducia nei giovani laureati che “dovrebbero” guidare il paese.

Da questi motivi scaturisce la voglia di riscatto e la decisione di fuggire dall’Italia ed andare a studiare e a vivere all’estero dopo la laurea.

Se si vuole un posto di lavoro una volta ottenuta la tanto sospirata laurea si è costretti a uscire dalle frontiere italiche.

Gli studenti italiani di ingegneria ad esempio sono alcuni anni che hanno realizzato che il loro lavoro non esiste in Italia e che ci sono nazioni pronte ad aspettarli a braccia aperte.

Grazie all’inevitabile ricchezza culturale ed apertura mentale, conseguenti all’espatrio, molti decidono di stabilirsi definitivamente nella nazione dove hanno deciso di proseguire i loro studi.

Il progetto di scambi internazionali Erasmus è uno dei mezzi usati dai nostri studenti che, finiti i 6 o 9 mesi di studio all’estero, decidono di non tornare in Italia, dove ormai la stabilità politica ed economica sono irrimediabilmente compromesse. Ma non solo il progetto Erasmus offre la possibilità ai neolaureati di mettere piede in suolo straniero; ci sono infatti tanti tirocini e stage offerti in Europa e in giro per il mondo, per non parlare delle associazioni di volontariato e servizio civile internazionali.

Questo è anche una ricchezza, perché mette in contatto i nostri giovani con realtà estere completamente differenti dalla nostra, nelle quali a volte scoprono che la meritocrazia in alcuni paesi non è solo un utopia ma un dato di fatto.

La fuga dei cervelli non è più un fenomeno limitato e con la congiuntura negativa della crisi sta diventando difficilmente arginabile.

La triste prospettiva di un lavoro sottopagato in Italia non può fare altro che intensificare il fenomeno.

E allora si salvi chi può.

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