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Written on 30/01/2014, 19:16 by mome85
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TUTTE LE UTENZE DA DISDIRE PRIMA DI ESPATRIARE

utenze domestiche

TUTTE LE UTENZE DA DISDIRE PRIMA DI ESPATRIARE

Quando si decide di espatriare, si compie un grande atto di coraggio che, c’è da dirlo, talvolta è dettato dalla disperazione di non vedere un futuro nel nostro Paese.

Tuttavia, la scelta in questione non può essere una scelta fatta di impulso, perché comporta delle conseguenze e ci sono non pochi rischi. Nel momento in cui si è convinti di quello che si sta facendo, è bene prepararsi al meglio al grande evento e fare tutto ciò che serve nel migliore dei modi.

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Prima di partire, pertanto, ci sono delle cose che vanno necessariamente fatte. Vediamo quali.

Se si ha una casa di proprietà e si decide di espatriare, la soluzione migliore è darla in affitto: in questo modo, tra l’altro, si potrà ricevere una rendita mensile che riuscirà a far fronte ad alcune spese che si dovranno affrontare nel nuovo Paese, specialmente nel primo periodo. Un aiuto d’oro per chi è un po’ in difficoltà e va all’estero per cercare fortuna. In questo modo, inoltre, la casa continuerà a essere vissuta e i nuovi inquilini saranno anche manutentori della stessa che, altrimenti, finirebbe deteriorata se qualcuno non la curasse.

Se, invece, si viveva in affitto, è bene comunicare per tempo al proprietario della propria casa l’intenzione di lasciarla. Talvolta, i contratti di affitto hanno delle clausole tali per cui si può recedere dal contratto solo con un preavviso di un numero variabile di mesi e in quei casi si devono rispettare i tempi. Ricordate, inoltre, di staccare la fornitura della luce, del gas e del telefono: sarebbero delle spese inutili, dato che non ne usufruirete più. Quando si decide di emigrare all’estero si deve capire che tutto quello che può comportare delle spese extra deve essere eliminato, rescindendo i vari contratti, perché poi ci saranno nuove utenze da pagare nel nuovo Paese.

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RISCUOTERE LA PENSIONE ALL’ESTERO: COSA SUGGERISCE L’INPS?

pensione estero

RISCUOTERE LA PENSIONE ALL’ESTERO: COSA SUGGERISCE L’INPS?

Se ci si trasferisce all’estero si deve fare anche i conti con diverse difficoltà. Nell’ultimo periodo sempre più pensionati stanno decidendo di abbandonare il nostro Paese per andare a trovare un paradiso lontano dove vivere con poco e godersi la vecchiaia. Per molti pensionati in Italia non c’è futuro e non si arriva neppure a fine mese, mentre in alcuni Paesi esteri si può condurre una vita più che dignitosa, dopo tutti i sacrifici e il lavoro.

Ma cosa si fa per ricevere la pensione all’estero?

Vediamo cosa dice l’INPS in merito. Per l’istituto previdenziale l’anziano ha due chances: quella di mantenere il pagamento in Italia e quella di riscuotere la pensione nel Paese in cui si stabilisce.

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Vediamo come.

Nel momento in cui si presenta la volontà di trasferirsi all’estero e quella di voler ricevere altrove la propria pensione, l’anziano dovrà presentare domanda per far sì che questo avvenga. Il tutto deve essere compilato e inviato online e per chi non ne è capace sorgono dei punti di aiuto. Il tutto, poi, viene preso in carico dall’INPS che provvederà a inviare la pensione nel nuovo Paese di residenza.

Se si ha una pensione da dipendente pubblico e ci si trasferisce in un Paese dell’Area dell’Unione Monetaria Europea o in un Paese non appartenente a quest’ultima si può richiedere l’accredito della pensione direttamente su un conto estero che il pensionato dovrà provvedere ad aprire quanto prima, per facilitare l’iter burocratico. Per ogni altra informazione vi rimandiamo sul sito ufficiale dell’INPS dove è chiaramente spiegato tutto quello che serve sapere per richiedere la riscossione della pensione all’estero.

Consigliamo di informarsi prima di partire, in modo da avere il tempo di fare tutto quanto viene richiesto e preparare i documenti necessari.

Una volta che tutta questa burocrazia è stata accantonata si può iniziare a godersi la pensione.

COME PREPARARSI ALL'ESPERIENZA DI AU PAIR ALL'ESTERO

au pair alla pari

COME PREPARARSI ALL'ESPERIENZA DI AU PAIR ALL'ESTERO

Poter risiedere in un paese estero per studiarne la lingua e la cultura è una delle esperienze formative più importanti che un giovane possa fare. Non sempre però le famiglie possono permettersi di mandare i propri figli all'estero a studiare in qualche accademia e non sempre è facile partire da soli verso un paese che non si conosce per cercarsi un lavoro e un alloggio.

Esperienza "au pair"

Un’alternativa valida è quella dell'au pair. Essere un au pair significa entrare a far parte di una nuova famiglia “alla pari” come un vero e proprio nuovo membro, partecipando ai pasti, avendo a disposizione una stanza da letto e una paghetta, in cambio si dovrà aiutare nella cura dei bambini o in piccoli lavori domestici, un modo sicuro per perfezionare lo studio di una lingua straniera, integrati nel contesto culturale del paese ospitante.

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Prima di partire

Prepararsi all'avventura di au pair è semplice: solitamente si richiede una conoscenza base della lingua e un’età media tra i 17 e i 30 anni. A poter beneficiare dell’opportunità sono principalmente le ragazze, difficilmente i ragazzi vengono accettati. Dopo essersi accertati di avere tutti i requisiti, attraverso l’iscrizione ad un sito specializzato si potrà organizzare il viaggio, selezionando paese, tipologia di famiglia e quant'altro.

Ovviamente, come per qualunque altro tipo di viaggio, bisogna organizzare la partenza nei dettagli, magari facendo una lista di tutto quello di cui si avrà bisogno, a cominciare dai documenti: si dovrà essere sicuri che i documenti di viaggio non siano scaduti, altrimenti bisognerà rinnovarli. Da non trascurare, se si fa uso di medicinali specifici, la sicurezza di poter disporre della quantità che servirà durante la permanenza o informarsi su come recuperarli all'estero.

Il bagaglio andrà studiato in base alla durata del soggiorno e al clima del luogo e si potrà comodamente decidere di partire leggeri optando per la spedizione pacchi affidandosi ad un corriere esperto. A questo scopo risulterà utile fare riferimento a siti specializzati come Packlink, il comparatore prezzi spedizioni, attraverso cui sarà facile selezionare il servizio più conveniente. Se poi anche dopo aver programmato tutto ci si accorgerà di avere bisogno di qualcosa, la propria famiglia potrà affidarsi nuovamente al servizio per inviare il necessario e si avrà la possibilità di approfittare della comodità della spedizione pacchi di Packlink anche per il viaggio di ritorno, quando magari oltre a quanto portato, si avrà in più qualche ricordo del soggiorno.

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SCEGLIERE IL PAESE IN CUI EMIGRARE: PARAMETRI SU CUI BASARSI

planisfero

SCEGLIERE IL PAESE IN CUI EMIGRARE: PARAMETRI SU CUI BASARSI

Quando si decide di partire per cercare un nuovo lavoro, spesso ci si lascia prendere dalla voglia di trovare qualcosa di meglio, ma non si pensa bene a quelle che potrebbero essere le ripercussioni di una scelta sbagliata. Lasciare l’Italia e la propria vita per lanciarsi in una nuova avventura è un’ottima soluzione in tempi di crisi, ma è anche bene farlo in maniera ponderata, valutando i pro e i contro della nuova situazione. Ecco, quindi, che siamo qui per dirvi quali sono i parametri su cui si dovrebbe basare la scelta di emigrare.

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Quando si decide di emigrare si dovrebbero sostanzialmente tenere in conto 4 parametri fondamentali: si deve guardare la ricchezza del Paese, si deve guardare il grado di apertura all’immigrazione, si devono analizzare le possibilità di trovare un lavoro o di fare business e, infine, si deve valutare la situazione del mercato del lavoro. Si deve, in pratica, studiare la situazione generale del Paese, non solo dal punto di vista economico e occupazionale. Si devono mettere in relazioni dati come quelli riguardanti il PIL, il debito dello Stato, la facilità di accettare immigrati e di farli integrare e, infine, la possibilità concreta di trovare lavoro o di crearne uno proprio. Solo dopo aver analizzato tutto nei minimi dettagli si può decidere se vale la pena o meno emigrare in un dato Paese e solo grazie a questi parametri si può capire se si sta per fare la scelta giusta.

Emigrare in uno Stato che non si conosce non è sempre una passeggiata di salute, perché se da un lato è vero che la vita potrebbe migliorare è pur vero che, almeno in un primo momento, potrebbero esserci delle difficoltà e per superarle nel migliore dei modi si deve avere la consapevolezza di aver fatto la scelta giusta. 

Se vuoi partire a fare una prima vacanza esplorativa nella destinazione scelta prenota il tuo volo Ryanair su volagratis che in questo periodo sta proponendo voli a prezzi bassi per le maggiori destinazioni in partenza dall’Italia.

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PATENTE ITALIANA: VALIDA ALL’ESTERO?

patente di guida italiana

PATENTE ITALIANA: VALIDA ALL’ESTERO?

Quando ci si trasferisce per un periodo di tempo, breve o lungo che sia, in un altro Paese, potrebbe capitare di dover guidare.

Ma la patente italiana è valida all’estero o no? Vediamo cosa accade in Europa e fuori dal nostro continente se si è in possesso di una patente di guida italiana. Innanzitutto, per sapere in quali Paesi Membri dell’Unione Europea è valida la nostra patente si deve consultare un apposito sito, che è europa.eu e di deve cercare qui tutto quello che interessa. E per i Paesi fuori dall’Unione Europea? In questo caso, fanno fede gli accordi che il nostro Stato ha stretto con i Paesi in questione. Si tratta di convenzioni abbastanza vecchie (quella di Parigi è datata addirittura 1926), ma sono ancora in vigore. Con queste viene sancito che grazie a degli accordi bilaterali chi ha la patente italiana può guidare anche in questi Paesi. Ma non sempre è così, perché alcune volte vanno chiesti dei permessi internazionali per poter guidare in un determinato Stato. Proprio per questo, vi consigliamo di informarvi in maniera preventiva, onde evitare di arrivare in una nazione senza i necessari documenti o permessi e di non poter guidare. In molti Paesi extra Unione Europea si deve avere la patente di guida internazionale, mentre in altri basta un permesso o, addirittura, una traduzione autentificata della propria patente.

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Cos’è la patente internazionale? Iniziamo a dire cosa non è: con essa non si può guidare in Italia, ma solo sui territori in cui serve. Per chi deve guidare in alcuni Stati è imprescindibile, perché è l’unico modo per poter aggirare l’ostacolo. Ovviamente, il cittadino italiano dovrà anche essere in possesso di una patente di guida valida sul nostro territorio.

Il permesso internazionale, invece, serve in quei Paesi che non hanno ancora ratificato la Convenzione di Vienna: un esempio? Il Giappone. Suddetto permesso vale un anno e per richiederlo è bene informarsi presso gli uffici competenti sulla documentazione da produrre.

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TRASFERIRSI A LONDRA? SEMPLICE SE SAI COME FARLO

london calling

TRASFERIRSI A LONDRA? SEMPLICE SE SAI COME FARLO

Soprattutto quando si è più giovani, se si pensa a un trasferimento, una delle mete più gettonate è senza dubbio Londra. La capitale del Regno Unito, infatti, ammalia non poco giovani, studenti e persone adulte che vogliono cambiare vita o anche solo fare un’esperienza lavorativa o di studio.

Ma quali sono gli step necessari per trasferirsi a Londra? Trasferirsi all’estero, che sia per un lungo periodo o solo per qualche mese, non è mai semplice. Cercando in rete, si trovano moltissime dritte, ma è sempre meglio avere le idee più chiare possibile prima di partire, in modo da avere anche il tempo per preparare tutti i documenti indispensabili.

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Prima di partire per Londra, vi consigliamo di armarvi di un curriculum vitae ben fatto e ben tradotto. Questo consiglio vale, naturalmente, per chi cerca di trasferirsi per trovare un lavoro che qui in Italia fatica a ottenere. In Inghilterra si fa molta attenzione al curriculum vitae ed è per questo che chi aspira ad ottenere un posto deve averne uno, possibilmente tradotto in un buon inglese perché anche quello fa la differenza. Uno step ancora più intelligente sarebbe quello di mandare suddetto cv direttamente dall’Italia e prima di partire: si selezionano le aziende che fanno più gola o i posti di lavoro più allettanti e si invia il cv con una bella lettera di presentazione (sempre in inglese) e si incrociano le dita. Partire con una vaga idea di cosa si andrà a fare e, magari, con qualche colloquio già fissato è sempre meglio. Per trasferirsi a Londra non servono visti o documenti particolari: controllate che la vostra carta di identità non sia scaduta e sia valida per l’espatrio. Naturalmente, le leggi sul lavoro sono diverse rispetto all’Italia e su quelle è meglio informarsi prima della partenza, onde evitare brutte sorprese.

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STRESS DA TRASFERIMENTO? ECCO COME SUPERARLO

stress

STRESS DA TRASFERIMENTO? ECCO COME SUPERARLO

Quando ci si trasferisce e si decide di cambiare vita, non si può pensare di vivere tutto senza stress. Un cambiamento così radicale comporta dello stress e, possiamo dirlo senza remore, tutto questo è inevitabile e, anzi, fa parte del gioco.

Purtroppo, quando si vive qualcosa che comporta stress, la situazione non è mai facile da gestire, perché a livello fisico si hanno tali e tante conseguenze che l’unica soluzione è scacciare tensioni e preoccupazioni dalla nostra vita, in modo da stare meglio. Le situazioni che portano grandi stress, come quella del trasferimento, sono molto pericolose per la nostra salute e sono anche molto dannose. Per questo motivo, è bene iniziare un percorso prima del trasferimento vero e proprio, per cercare di limitare i danni.

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 Le persone molto stressate vivono meno a lungo, ma non si può sempre evitare le situazioni stressanti ed è per questo che dobbiamo imparare a combattere lo stress e ad allontanarlo dalla nostra vita. Un cambio radicale di vita e lavoro, inoltre, porta con sé mille domande: saremo all’altezza di tutto quello che ci si prospetta dinanzi? Allontaniamo le negatività e non poniamoci troppe domande: questo è uno dei primi segreti per affrontare al meglio lo stress da trasferimento. La nostra energia va impiegata in attività più proficue. Le energie che verrebbero impiegate per porsi domande che provocano stress è meglio riporle in altro: ad esempio, si deve puntare a fare nuove amicizie, perché svagandosi si combatte lo stress e si sta meglio. In tutte le situazioni in cui il nostro cervello produce ossitocina, si sta bene: non per nulla stiamo parlando dell’ormone della felicità che, inoltre, protegge anche il cuore. Proprio per questo, stare lontani dallo stress aiuta a vivere meglio e più a lungo e la prova che la danno tantissimi studi scientifici in merito.

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TRASFERIRSI ALL’ESTERO: ECCO COSA CAMBIA

trasferirsi allestero

TRASFERIRSI ALL’ESTERO: ECCO COSA CAMBIA

Trasferirsi all’estero, che sia per lavoro o per studio, comporta dei cambiamenti, talvolta drastici, nei modi di vivere.

Quando ci si costruisce una nuova vita, che sia anche solo momentanea, bisogna cambiare delle abitudini e tutto questo fa sì che si inneschino nuovi meccanismi.

Ma cosa cambia in una persona che decide di abbandonare l’Italia per andare a vivere all’estero? Innanzitutto, oltre al modo di vivere, cambia immediatamente la prospettiva e ci si sente sicuramente più liberi. Questa sensazione si avverte soprattutto quando si è più giovani: sino a quel momento, magari, la casa era condivisa con i genitori e, all’improvviso, la situazione cambia e tutto sembra diverso. Tutto questo, ovviamente, aumenta gli stimoli a scoprire una nuova realtà e a vivere nuove cose. Inoltre, quando si vive all’estero si impara anche tanto: innanzitutto, si impara una nuova lingua che permette di fare nuove conoscenze e cercare un lavoro. Si cercherà di parlare italiano, ma si vorrà anche usare la nuova lingua il più possibile. Del resto, l’italiano rimane la lingua che si usa con i cari ed è la lingua natale, ma impararne una al punto tale da saperla parlare fluentemente, riuscendo a farsi capire, è una delle cose che più esalta in assoluto dell’esperienza all’estero.

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Si cambia quando si decide di emigrare, per anni o per qualche mese, e si cambia in maniera positiva, anche perché al ritorno in Italia si vedrà tutto con occhi differenti. Quando si è all’estero, la mancanza del nostro Paese è tanta e forte, ma se si vedono nuove prospettive di vita, la voglia di tornare diminuisce sempre più. Si torna molto volentieri in vacanza, ma la vita vera rimane altrove. Trasferendosi all’estero si inizia una nuova vita e si aprono nuovi capitoli, grazie ai quali si capisce che, in fondo, alla fine tutto è possibile, anche migliorare un tenore di vita che sembrava volare troppo basso.

L’IMPORTANZA DELLE LINGUE STRANIERE PER CHI CERCA NUOVE OPPORTUNITÀ

 

imparare le lingue straniere

L’IMPORTANZA DELLE LINGUE STRANIERE PER CHI CERCA NUOVE OPPORTUNITÀ

Quando si decide di trasferirsi all’estero per un periodo più o meno lungo, che sia per cercare lavoro o per studio, una delle prime difficoltà in cui ci si imbatte è quella della lingua. A dire il vero, se si decide di fare un cambio di nazione, spesso è proprio la lingua a creare maggiori preoccupazioni, tanto che a volte qualcuno rinuncia, spaventato. Ma in questo caso la soluzione è più semplice di quanto si possa pensare: basta prepararsi in anticipo e, magari, frequentare un corso di lingua prima di partire o, comunque, cercare di migliorare il proprio inglese per poi imparare l’altra lingua una volta in loco. Di corsi per stranieri ce ne sono tantissimi, specialmente in quei Paesi abituati ad accogliere immigrati da ogni parte del mondo.

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Vediamo perché è importante imparare la lingua della nazione dove si va. Innanzitutto, molte aziende lo richiedono espressamente, poiché la massima comprensione aumenta la produttività e l’efficienza. Per questo, se si è trovato un lavoro e si parte proprio per questo motivo, consigliamo di pensare con largo anticipo alla questione lingua. Inoltre, la conoscenza di più lingue è una cosa che viene molto apprezzata sia in ambito lavorativo che di studio. Ma conoscere la lingua del posto (e non solo quella) non aiuta solo nella ricerca del lavoro, dato che serve anche per fare più velocemente nuove amicizie: in poche parole, quando si conosce la lingua del posto in cui ci si trasferisce, si stringono più facilmente rapporti di amicizia e ci si ambienta più rapidamente. Capire quello che si legge e quello che si dicono gli altri è fondamentale per chi desidera ambientarsi il più presto possibile. Del resto l’integrazione è altresì importante, perché senza di essa le possibilità di un miglioramento della vita sono davvero poche.

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DATI EMIGRAZIONE: QUANTE PERSONE HANNO LASCIATO IL NOSTRO PAESE LO SCORSO ANNO?

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DATI EMIGRAZIONE: QUANTE PERSONE HANNO LASCIATO IL NOSTRO PAESE LO SCORSO ANNO?

Quanti sono gli italiani che nel 2013 hanno deciso di emigrare e hanno fatto il grande passo? I numeri che stiamo per darvi dovrebbero fare pensare, perché si tratta di cifre abbastanza importanti. Tutto questo denota che il nostro Paese è ancora in crisi e il tutto non accenna a diminuire. I dati che vi daremo sono stati reperiti dall’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero). Ma entriamo nei dettagli. Nel 2013, stando ai dati, ben 95 mila italiani hanno fatto le valigie e si sono trasferiti all’estero.

Ma chi sono questi emigrati del terzo millennio? In primo luogo, tra questi 95 mila ci sono moltissimi giovani, che hanno deciso di lasciare il nostro Paese. Avrete sentito parlare di fuga dei cervelli: è proprio ai giovani che abbandonano l’Italia per cercare sbocchi all’estero che si parla. Ma ci sono anche tanti over 40 che si sono trasferiti.

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Ma da che regione? Si sono spostati soprattutto lombardi e veneti, ma possiamo anche dire che in ogni parte d’Italia c’è chi ha fatto le valigie e ha abbandonato il Paese: che si tratti di Nord, Centro o Sud, la situazione non cambia, perché la crisi la viviamo ovunque.

Veniamo, quindi, al punto più spinoso: sono emigrati più o meno italiani rispetto al 2012? Dai dati che abbiamo analizzato si nota che la percentuale è aumentata del 19,2% e del 55% se si prende in considerazione il 2011. Dati che dovrebbero fare riflettere: nel corso degli ultimi anni il numero degli expats è cresciuto a dismisura.

Dove ci si trasferisce? In Gran Bretagna, in Germania e in Paesi molto più lontani come, ad esempio, il Brasile. Si tratta di trasferimenti a medio e lungo termine e questo significa che gran parte delle persone che hanno deciso di andarsene non torneranno più in Italia, perché probabilmente la vita che troveranno all’estero sarà migliore di quella che avevano qui.

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