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LE AVVENTURE DI UNA FAMIGLIA IN CINA

Creato Giovedì, 04 Ottobre 2012
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cina

LE AVVENTURE DI UNA FAMIGLIA IN CINA

Chi siete?

Chi siamo...siamo una famiglia in viaggio, una delle tante famiglie in viaggio, che, credetemi sono veramente tante,  siamo partiti 5 anni fa dall’Italia, con la voglia di guardare il Nostro Bel Paese da lontano, crearci un nuovo punto di vista, ma soprattutto crearlo per i nostri figli. Abitavamo in un piccolo paesino del Friuli , mio marito ha avuto una proposta di lavoro per la Cina e non ci abbiamo troppo pensato su, quattro valigie e siamo partiti. 

Per amici e parenti è stato uno shock, la Cina sembrava lontanissima da tutto e anche pericolosa, con due bambini al seguito non è stato semplice ottenere il consenso familiare, soprattutto i primi tempi siamo stati considerati dei folli, lasciare un lavoro "sicuro", una vita tranquilla per imbattersi in un'avventura così rischiosa.

Non è stato facile, finché la nostra famiglia non si è decisa a venirci a visitare gli animi non sono stati sereni, i preziosi nipoti in giro per il mondo con due genitori sconsiderati, cose che nessun nonno italiano può concepire. 

 Perché avete scelto proprio la Cina tra tutti i paesi?

E’ più giusto dire che la Cina ha scelto noi, in realtà tutta la produzione Europea si sta spostando sempre più ad est, ci hanno fatto una proposta e noi siamo partiti.

La Cina è diventata la nostra base per viaggiare in Asia, da Pechino ad Hainan e poi sempre più in giù fino alla Terra degli Dei, Bali. La coloratissima Tailandia, la moderna Hong Kong, le azzurre spiagge delle Filippine.

Da qui è tutto molto “vicino” e da un aeroporto come quello di Shanghai partono tantissimi voli per ovunque nel mondo, non resta che scegliere quello più economico ed incastrarlo con il pochissimo tempo libero che ha mio marito. 

Che cosa consigli di fare agli italiani prima della partenza per la Cina?

Aprire la mente, la Cina non è quella che vedete nei documentari né tantomeno quella dei libri, la Cina è un altro mondo, non è facile sintetizzare in poche righe di quante contraddizioni è capace questo paese, non è facile descrivere un popolo che gioisce e si accontenta di far volare gli aquiloni sul prato di fronte al lago, che ti accoglie nelle loro umilissime case come un ospite di riguardo solo perché vieni dall'Italia, perché la nostra cultura e la loro sono entrambe millenarie, perché si ricordano di  Marco Polo e di Matteo Ricci, e poi abbiamo la moda...quasi tutto quello che copiano è Made in Italy, quasi tutto quello che fa tendenza è made in Italy. Per un italiano non è difficile trasferirsi in Cina siamo ben visti e ben voluti, certo la lingua è uno scoglio difficile da superare, ancora oggi in molti luoghi dove ti aspetteresti di parlare inglese, tipo alberghi e ristoranti spesso non è così, certo nelle grandi città qualcuno che parla inglese lo si trova, ma gli stabilimenti di produzione di solito si trovano in località piuttosto lontane dal mondo "civilizzato".

Studiare un po’ il mondo cinese sarebbe una buona cosa, l’etichetta cinese è molto diversa dalla nostra e specialmente se siamo qui per intraprendere rapporti lavorativi sapere come comportarsi diventa molto importante, certo abbiamo gli occhi grandi come i cartoons perciò qualche mancanza ci viene sempre scusata, ma dobbiamo adeguarci a dei percorsi mentali che a volte non saremo in grado di capire.

Per esperienza ho imparato che la Cina o si odia o si ama, e quando si ama, si ama in maniera controversa, quando sei qui, spesso vorresti scappare dai banali seppur complicati problemi quotidiani, e quando non ci sei ci pensi con nostalgia ed attacchi bottone in mandarino con i venditori alla bancarella del mercato rionale.

Ho visto raramente delle vie di mezzo, odio o amore, entrambi sentimenti profondissimi.

Che cosa fate in Cina?

Mio marito lavora in un’azienda che si occupa di siderurgia, i ragazzi hanno una loro routine scolastica e sociale, io nel tempo libero studio cinese, pratico yoga e Pilates a volte mi “fingo” maratoneta (ma non ho la costanza giusta),  mi diverto in cucina e “Bloggo” , www.unafamigliaincina.it  è diventato un salotto virtuale per tutti quelli che vogliono trasferirsi o venire a visitare l’Impero Celeste.

Principali differenze tra Italia e Cina sia lavorative che sociali?

Per lavorare in Cina ci vuole moltissima pazienza e tantissima calma Zen.

Lavorare in Cina non è semplice, le figure manageriali e gli impiegati parlano almeno un po’ d’inglese, ma la catena produttiva è fatta soprattutto da operai e con loro diventa molto difficile comunicare,  la difficoltà  lavorativa quotidiana è data soprattutto dalle incomprensioni linguistiche. Ad un primo sguardo, la semplicità sembra alla base di tutto, la domenica comitive di ragazzi si ritrovano sul lago per far volare gli aquiloni, pattinare o girare in bicicletta, se li paragono agli adolescenti che vedo in Italia posso notare un abisso tra i bisogni dei primi e le necessità primarie dei secondi. Poi ci sono tutti i nuovi ricchi che comprano due Ferrari dello stesso colore (uno uguale per la figlia), che fumano sigarette da 20 euro al pacchetto, e che vengono guardati dal popolo non come fortunati ma come potenti, come punto a cui aspirare, non da invidiare, non si piangono addosso i cinesi, lavorano e cercano di trovare la via (legale o meno, un po’ come ovunque nel mondo) per arrivare dove vogliono.

Ci sono molti Italiani in Cina?

C’è una bella comunità exapt di Italiani in Cina, a Shanghai il consolato organizza sempre eventi molto interessanti ed aggreganti per la comunità italiana, inoltre ci sono spesso anche dei gruppi regionali, a Suzhou per esempio c’è una sezione del “Napoli Fan Club” a cui io mi sono orgogliosamente iscritta. 

Cosa può andare a fare un italiano in Cina?

In questo momento storico è difficile trovare lavoro in qualsiasi parte del mondo, qui in Cina ci sono moltissime aziende italiane basta andare sul sito della Camera di Commercio italiana in Cina per rendersi conto della realtà lavorativa italiana.

www.cameraitacina.com 

Raccontaci un aneddoto che dia un'idea della Cina.

Raccontare la Cina? Fosse facile, sono anni che ci provo dal mio Blog ed a volte mi sembra di non averne raccontato nemmeno la minima parte, quest’anno ho pensato di postare sul Blog molte più foto a volte le immagini possono aiutare le parole.

Se in Italia mi accingo ad attraversare sulle strisce due sono le variabili o si fermano o mi ignorano e tirano dritti.

Se in Cina mi fermo sulle strisce, le auto continueranno comunque a svoltare a destra, sempre, nonostante il semaforo rosso, qualche motorino mi potrebbe passare sui piedi, potrei venire elegantemente sfigurata da un taxi o da una betoniera, nell’attesa  potrei comprare della frutta dalla signora che vende le fragole proprio all’incrocio, potrei passarci ore a quell’incrocio prima di trovare il coraggio di attraversare oppure (cosa che fai solo dopo un certo numero di anni in Cina) attraversi con lo sguardo perso nel vuoto senza mai guardare verso  le macchine se loro credono che tu non li hai visti si fermeranno per lasciarti passare.

Questo succede per quasi tutto, nulla è come te lo aspetti, che ammettiamolo, potrebbe essere eccitante come stile di vita ma alla lunga un pochino stanca,  nel mio Blog ci sono veramente decine di episodi surreali....di quella volta che dopo il massaggio mi hanno dato da mangiare uova di rana, di quella volta a Disneyland Hong Kong in fila con delle adulte scalmanate eccitatissime che si rifacevano il trucco per Winnie the Pooh, di quella volta che in discoteca come special Guest c’era Roger Rabbit, di quando al supermercato ho trovato una confezione di Italian Children Steak, di quando sono andata a comprare un paio di scarpe da running e mi hanno dato in omaggio un kimono da judo, di quando il sarto non voleva farmi più di 5 pollici di scollatura perché altrimenti prendevo freddo, di quando ci ho messo tre giorni per comprare un telefono, di quella volta in cui (non parlavo cinese all’epoca) ho mostrato all’autista il sacchetto dell’Ikea per fargli capire dove volevo andare e lui mi ha portato alla fabbrica dei sacchetti....questi e tanti altri episodi, magari esilaranti, se guardati dal di fuori, vi assicuro parecchio stressanti vissuti sulla proprio pelle.

 

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