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TRASFERIRSI IN RUSSIA: COME E PERCHÉ?

russia mosca

TRASFERIRSI IN RUSSIA: COME E PERCHÉ?

Quando si pensa a un cambiamento di vita netto, spesso si pianifica la vita in posti molto lontani da qui.

Del resto, sono sempre più le persone che vogliono scappare dall'Italia, per andare a cercare una nuova vita fuori dai confini nazionali.

La Russia rimane nell'immaginario collettivo uno dei posti preferiti e questo perché si tratta di un Paese talmente sconfinato che le opportunità di una nuova vita sono maggiori.

Città come San Pietroburgo e Mosca hanno un fascino di altri tempi e una connotazione storica che le rende delle mete molto ricercate, non solo dai turisti.

Per chi cerca lavoro in questa nuova terra, moltissime sono le opportunità: consigliamo, tuttavia, di partire con un contatto di lavoro già in tasca, trovato magari attraverso uno dei tanti siti che offrono questo tipo di servizio, ossia la ricerca di lavoro all'estero.

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C'è, tuttavia, da dire che attraverso questi canali le selezioni sono un po' più dure, mentre se ci si reca in loco a cercare lavoro, magari si trova anche qualcosa per la quale non vengono richieste numerose qualifiche.

Vivere in Russia ha, comunque, i suoi vantaggi: il costo della vita può essere, in alcune zone del Paese, molto inferiore rispetto a quello italiano, così come il costo degli affitti.

Per trasferirsi in Russia c'è, ovviamente, bisogno di un visto e di un'assicurazione medica privata con visita obbligatoria per tutti i cittadini provenienti dall'area Schengen e quindi anche per noi italiani.

Trattandosi di un cambio netto, si consiglia di pensarci bene e di scegliere con dovizia la città nella quale ci si vuole trasferire, anche perché alcune zone del Paese sono molto poco sviluppate e povere e, quindi, viverci bene sarebbe quasi impossibile.

Per tutti coloro che vogliono andare a vivere in Russia ricordiamo, inoltre, che l'alfabeto è diverso da quello a cui siamo abituati e che è bene imparare al più presto il russo, soprattutto se non si va nelle grandi città dove un po' di inglese viene masticato.

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IL COSTO DELLA VITA IN VIETNAM

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 IL COSTO DELLA VITA IN VIETNAM

Volete una destinazione economica ed accogliente dove andare a vivere e non restare qui a sopravvivere? 

Solo per turismo o per passarci alcuni anni, il Vietnam è una nazione dove il costo della vita è veramente basso. 

La popolazione è amichevole ed accogliente, si mangia saporito ed esotico ed il paesaggio è a dir poco meraviglioso.

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Allora perché non approfittarne, e partire alla volta del Vietnam, dove un appartamento costa soli 150€ al mese e con meno di 1€ si può fare colazione o un tragitto sull’autobus. 

Potrete assaporare pranzi completi a meno di 3€, e con pochi centesimi gustare le bibite locali. 

Senza dubbio, con meno di 300€, si può vivere un mese senza troppe privazioni.

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COME FARE UN VISTO PER ANDARE IN COREA DEL SUD

corea del sud

COME FARE UN VISTO PER ANDARE IN COREA DEL SUD

A seconda della durata prevista della permanenza, ci sono 3 tipi di visto per andare in Corea del Sud.

Qui di seguito li elenchiamo:

      • Soggiorno di breve durata (massimo 90 giorni)
      • Soggiorno di lunga durata (superiore ai 90 giorni ma comunque limitato)
      • Soggiorno permanente (tempo illimitato)

Se chiedete un soggiorno di lunga durata o quello permanente, entro 3 mesi dovrete registrarvi come stranieri o compilare un documento denominato Domestic Residency Report.

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Se volete lavorare in Corea del Sud, dovrete accertarvi che il vostro visto vi permetta di lavorare nel paese, e solo alcuni datori di lavoro approvati dal Ministero degli Esteri Coreano potranno assumervi regolarmente.

Prima di poter cambiare lavoro occorrerà avere il nullaosta (o autorizzazione) dall’Ufficio Immigrazione.

visti con l’autorizzazione al lavoro sono i seguenti:

      • impiego a tempo determinato (C-4)
      • cattedra universitaria (E-1)
      • istruttore di lingua straniera (E-2)
      • ricerca (E-3)
      • trasferimento di tecnologie (E-4)
      • impiego professionale (E-5)
      • artisti (E-6)
      • professione speciale (E-7)
      • apprendista (E-8)
      • equipaggio nave (E-10)
      • residenza (F-2)
      • residenza permanente (F-5)

In particolare quello più usato dagli stranieri in Corea del Sud e dagli italiani, è il visto E-2, perché vi permetterà di insegnare l’italiano (o un’altra lingua, se la sapete) negli istituti scolastici coreani.

Tale visto, è valido per massimo 1 anno, e i requisiti da presentare al consolato coreano in Italia per ottenerlo sono i seguenti:

      • il modulo di richiesta debitamente completato
      • fototessera formato 35*45 mm
      • passaporto con validità superiore ai 3 mesi
      • fotocopie del passaporto
      • fotocopie della carta d’identità
      • fotocopia del permesso di soggiorno in corso di validità ( per i cittadini stranieri in Italia)
      • certificato di abilitazione all’insegnamento
      • certificato dei carichi pendenti
      • autocertificazione di sana e robusta costituzione
      • garante
      • certificato degli esami sostenuti in busta sigillata dall’istituzione che lo rilascia
      • contratto d’impiego
      • fotocopia del documento comprovante che l’istituto in cui si andrà ad insegnare è legalmente riconosciuto

In bocca al lupo futuri espatriati.

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VIAGGIO ALLA SCOPERTA DELLO SRI LANKA: INFORMAZIONI E DOCUMENTI NECESSARI

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VIAGGIO ALLA SCOPERTA DELLO SRI LANKA: INFORMAZIONI E DOCUMENTI NECESSARI

Per chi desidera visitare lo Sri Lanka, diciamo immediatamente che dopo lo tsunami, l’economia del Paese ha subito una brusca frenata e si sta lentamente riprendendo.

Per questo motivo, alcune zone della nazione sono molto povere, mentre altre fioriscono di giorno in giorno e questa disparità di ricchezza è molto visibile tra le grandi città e i piccoli centri. L'economia cingalese si basa soprattutto sulla coltivazione e la produzione di tè e cannella e il tenore di vita non è estremamente alto, soprattutto se si prendono in considerazione gli standard europei.

Tuttavia, per un breve soggiorno, che sia di piacere o di lavoro, questa terra può riservare notevoli soddisfazioni.

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Per quel che concerne il periodo migliore per partire, consigliamo quello che va da dicembre a marzo, dato che le temperature sono più tollerabili, essendo un periodo secco. 

Facciamo inoltre presente che nello Sri Lanka il periodo massimo di permanenza è di 90 giorni.

I documenti necessari per partire nello Sri Lanka sono: passaporto con validità residua di almeno 6 mesi e visto d'ingresso.

Quest'ultimo verrà rilasciato all'arrivo in aeroporto in maniera automatica. In partenza, suddetto visto è valido per 30 giorni, ma, se lo si desidera, lo si può prorogare di altri 2 mesi per avere un soggiorno più lungo.

Per quel che riguarda le cose da non perdere su quest'isola meravigliosa, segnaliamo le città medievali di Polonnaruwa e Anuradhapura, che un tempo furono capitali, la città di Colombo, centro nevralgico, dove cultura e economia si mescolano. Per chi è alla ricerca di lavoro stagionale questa è la meta ideale.

Da non perdere, ovviamente, tutti i tempi dell'isola: qui la tradizione buddista si fa molto sentire nell'architettura ed è bello vedere tempi antichi e costruzioni sacre più moderne messe a confronto. Quest'isola dell'Oceano Indiano è una bella meta per chi è alla ricerca di sapori ed esperienze nuove.

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HONG KONG: ISTRUZIONI PER L’USO

hong kong

HONG KONG: ISTRUZIONI PER L’USO

Hong Kong, grandiosa metropoli in terra orientale ma con anima occidentale.

Lussureggiante città con sfarzosi palazzi ed alta tecnologia è un arcipelago di isole nel sud della Cina. Ex colonia britannica, dal 1997 ottiene l’indipendenza dal Regno Unito e diventa una regione a statuto speciale della Repubblica Cinese.

Espatriati per Caso, oggi vi darà alcune informazioni utili e basilari per muovere i primi passi ad Hong Kong.

Innanzitutto, per coloro che intendono andare per affari o per turismo nella regione di Hong Kong per un massimo di 90 giorni non è necessario il visto.

Per muoversi tra le diverse isole dell’arcipelago di Hong Kong si possono usare i traghetti e la metropolitana, che collega alcune delle isole principali. Per avere un risparmio sul costo dei trasporti vi consigliamo di acquistare la Octopus Card che permette con una sola tessera di usufruire di metropolitana, traghetto, bus e tram.

La valuta corrente è il Dollaro di Hong Kong, il cambio è veramente facile da calcolare in quanto 1 euro equivale a circa 10 dollari. Inoltre, in città ci sono molte strutture per cambiare i vostri soldi una volta sul posto.

Per raggiungere dall’Italia la metropoli cinese si possono trovare molte offerte vantaggiose e low cost. Per trovare voli da Milano, Roma e Venezia verso Hong Kong cliccate qui.

Dall’aeroporto la città è facilmente raggiungibile, sia col treno che ci mette 25 minuti, sia coi pullman che ci mettono un po’ di più ma che sono più economici.

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Per quanto riguarda i prezzi degli hotel ad Hong Kong vanno in media dai 70 euro a notte per gli alberghi meno costosi , fino a 200 euro per gli alberghi più lussuosi . Per i più giovani, la soluzione ostello diventa un’alternativa più economica, e con circa 30 euro si può prenotare una camera con alcune comodità, come connessione internet wifi, aria condizionata e toilette.

Come altra alternativa ci sono degli appartamenti con locazione di breve durata ed il prezzo si aggira intorno ai 25 euro a notte.

Città veramente da vedere, con il suo panorama futuristico e con grattacieli mozzafiato, in particolar modo nel quartiere finanziario della città dove ci sono le più importanti banche ed aziende.

Esiste a Nathan Road una parte orientale e tradizionale di Hong Kong, dove la cultura cinese è rimasta intatta e si possono ammirare negozi e locali di tutti i tipi lungo il quartiere.

Aspettiamo le vostre cartoline… In bocca al lupo.

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IL COSTO DELLA VITA IN CINA

shanghai cina

 IL COSTO DELLA VITA IN CINA

Per i nostri “espatriati per caso” interessati ad andare a vivere nella Repubblica Popolare Cinese, pubblichiamo oggi dei dati relativi al costo della vita in Cina.

La nazione con il maggior numero di abitanti al mondo, anche se ancora definita del terzo mondo, ha da molto tempo superato, con le sue metropoli Shanghai e Pechino, i record di affari e modernizzazione degli Stati occidentali.

La Cina, nelle sue grandi città, con architetture futuristiche e altamente tecnologiche, offre anche un’ottima tradizione culinaria ed una cultura tra le più antiche del mondo, senza dimenticare una vita notturna, sempre più attraente per giovani e meno giovani.

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Tornando alle informazioni che stanno a cuore ai nostri lettori, il costo della vita in Cina è sicuramente più basso delle nazioni occidentali, come Stati Uniti ed Europa, ed in questi tempi è ulteriormente più basso a causa della crisi economica mondiale.

Con meno di 5000 RMB (circa 500€), si può affittare un trilocale, calcolando che le utenze sono molto basse perché sovvenzionate dallo Stato.

Il personale domestico costa circa 13 RMB all’ora (poco più di 1€), e bisogna sapere che Pechino costa un po’ meno di Shanghai, mentre Hong Kong è cara come le città europee.

Sapendo che il governo cinese sovvenziona anche il mercato dei prodotti alimentari, tali prodotti hanno un prezzo veramente basso, e cucinare a casa può essere un’alternativa molto economica ai ristoranti.

Invece, per chi volesse di tanto in tanto andare a cenare al ristorante, si deve sapere che con 10€ a persona si può mangiare e bere.
Solo i prodotti alimentari e quelli per l’igiene personale di marche “occidentali” hanno un costo elevato, ed un flacone di shampoo può costare 6 o 7€. Se si vuole risparmiare, ci sono i prodotti cinesi, ma a volte la qualità ne risente.
La sanità è il punto più ostico, non per la qualità degli ospedali che sono ottimi, ma perché è necessario un interprete per poter accedervi. In alternativa, ci sono cliniche private per gli stranieri, dove purtroppo il prezzo è elevato, e la qualità è scadente in confronto agli ospedali pubblici.

Le farmacie, per chi ritenesse opportuno auto-medicare piccoli sintomi che nono richiedano una visita medica, sono abbastanza numerose, ed i medicinali sono a basso prezzo.

Non potevamo non parlare delle sedute di agopuntura o dei massaggi orientali che costano solo 10€.

Espatriati per caso in Cina, scrivete pure qualche commento per aggiungere qualcosa o se riscontrate delle inesattezze.

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LE AVVENTURE DI UNA FAMIGLIA IN CINA

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LE AVVENTURE DI UNA FAMIGLIA IN CINA

Chi siete?

Chi siamo...siamo una famiglia in viaggio, una delle tante famiglie in viaggio, che, credetemi sono veramente tante,  siamo partiti 5 anni fa dall’Italia, con la voglia di guardare il Nostro Bel Paese da lontano, crearci un nuovo punto di vista, ma soprattutto crearlo per i nostri figli. Abitavamo in un piccolo paesino del Friuli , mio marito ha avuto una proposta di lavoro per la Cina e non ci abbiamo troppo pensato su, quattro valigie e siamo partiti. 

Per amici e parenti è stato uno shock, la Cina sembrava lontanissima da tutto e anche pericolosa, con due bambini al seguito non è stato semplice ottenere il consenso familiare, soprattutto i primi tempi siamo stati considerati dei folli, lasciare un lavoro "sicuro", una vita tranquilla per imbattersi in un'avventura così rischiosa.

Non è stato facile, finché la nostra famiglia non si è decisa a venirci a visitare gli animi non sono stati sereni, i preziosi nipoti in giro per il mondo con due genitori sconsiderati, cose che nessun nonno italiano può concepire. 

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 Perché avete scelto proprio la Cina tra tutti i paesi?

E’ più giusto dire che la Cina ha scelto noi, in realtà tutta la produzione Europea si sta spostando sempre più ad est, ci hanno fatto una proposta e noi siamo partiti.

La Cina è diventata la nostra base per viaggiare in Asia, da Pechino ad Hainan e poi sempre più in giù fino alla Terra degli Dei, Bali. La coloratissima Tailandia, la moderna Hong Kong, le azzurre spiagge delle Filippine.

Da qui è tutto molto “vicino” e da un aeroporto come quello di Shanghai partono tantissimi voli per ovunque nel mondo, non resta che scegliere quello più economico ed incastrarlo con il pochissimo tempo libero che ha mio marito. 

Che cosa consigli di fare agli italiani prima della partenza per la Cina?

Aprire la mente, la Cina non è quella che vedete nei documentari né tantomeno quella dei libri, la Cina è un altro mondo, non è facile sintetizzare in poche righe di quante contraddizioni è capace questo paese, non è facile descrivere un popolo che gioisce e si accontenta di far volare gli aquiloni sul prato di fronte al lago, che ti accoglie nelle loro umilissime case come un ospite di riguardo solo perché vieni dall'Italia, perché la nostra cultura e la loro sono entrambe millenarie, perché si ricordano di  Marco Polo e di Matteo Ricci, e poi abbiamo la moda...quasi tutto quello che copiano è Made in Italy, quasi tutto quello che fa tendenza è made in Italy. Per un italiano non è difficile trasferirsi in Cina siamo ben visti e ben voluti, certo la lingua è uno scoglio difficile da superare, ancora oggi in molti luoghi dove ti aspetteresti di parlare inglese, tipo alberghi e ristoranti spesso non è così, certo nelle grandi città qualcuno che parla inglese lo si trova, ma gli stabilimenti di produzione di solito si trovano in località piuttosto lontane dal mondo "civilizzato".

Studiare un po’ il mondo cinese sarebbe una buona cosa, l’etichetta cinese è molto diversa dalla nostra e specialmente se siamo qui per intraprendere rapporti lavorativi sapere come comportarsi diventa molto importante, certo abbiamo gli occhi grandi come i cartoons perciò qualche mancanza ci viene sempre scusata, ma dobbiamo adeguarci a dei percorsi mentali che a volte non saremo in grado di capire.

Per esperienza ho imparato che la Cina o si odia o si ama, e quando si ama, si ama in maniera controversa, quando sei qui, spesso vorresti scappare dai banali seppur complicati problemi quotidiani, e quando non ci sei ci pensi con nostalgia ed attacchi bottone in mandarino con i venditori alla bancarella del mercato rionale.

Ho visto raramente delle vie di mezzo, odio o amore, entrambi sentimenti profondissimi.

Che cosa fate in Cina?

Mio marito lavora in un’azienda che si occupa di siderurgia, i ragazzi hanno una loro routine scolastica e sociale, io nel tempo libero studio cinese, pratico yoga e Pilates a volte mi “fingo” maratoneta (ma non ho la costanza giusta),  mi diverto in cucina e “Bloggo” , www.unafamigliaincina.it  è diventato un salotto virtuale per tutti quelli che vogliono trasferirsi o venire a visitare l’Impero Celeste.

Principali differenze tra Italia e Cina sia lavorative che sociali?

Per lavorare in Cina ci vuole moltissima pazienza e tantissima calma Zen.

Lavorare in Cina non è semplice, le figure manageriali e gli impiegati parlano almeno un po’ d’inglese, ma la catena produttiva è fatta soprattutto da operai e con loro diventa molto difficile comunicare,  la difficoltà  lavorativa quotidiana è data soprattutto dalle incomprensioni linguistiche. Ad un primo sguardo, la semplicità sembra alla base di tutto, la domenica comitive di ragazzi si ritrovano sul lago per far volare gli aquiloni, pattinare o girare in bicicletta, se li paragono agli adolescenti che vedo in Italia posso notare un abisso tra i bisogni dei primi e le necessità primarie dei secondi. Poi ci sono tutti i nuovi ricchi che comprano due Ferrari dello stesso colore (uno uguale per la figlia), che fumano sigarette da 20 euro al pacchetto, e che vengono guardati dal popolo non come fortunati ma come potenti, come punto a cui aspirare, non da invidiare, non si piangono addosso i cinesi, lavorano e cercano di trovare la via (legale o meno, un po’ come ovunque nel mondo) per arrivare dove vogliono.

Ci sono molti Italiani in Cina?

C’è una bella comunità exapt di Italiani in Cina, a Shanghai il consolato organizza sempre eventi molto interessanti ed aggreganti per la comunità italiana, inoltre ci sono spesso anche dei gruppi regionali, a Suzhou per esempio c’è una sezione del “Napoli Fan Club” a cui io mi sono orgogliosamente iscritta. 

Cosa può andare a fare un italiano in Cina?

In questo momento storico è difficile trovare lavoro in qualsiasi parte del mondo, qui in Cina ci sono moltissime aziende italiane basta andare sul sito della Camera di Commercio italiana in Cina per rendersi conto della realtà lavorativa italiana.

www.cameraitacina.com 

Raccontaci un aneddoto che dia un'idea della Cina.

Raccontare la Cina? Fosse facile, sono anni che ci provo dal mio Blog ed a volte mi sembra di non averne raccontato nemmeno la minima parte, quest’anno ho pensato di postare sul Blog molte più foto a volte le immagini possono aiutare le parole.

Se in Italia mi accingo ad attraversare sulle strisce due sono le variabili o si fermano o mi ignorano e tirano dritti.

Se in Cina mi fermo sulle strisce, le auto continueranno comunque a svoltare a destra, sempre, nonostante il semaforo rosso, qualche motorino mi potrebbe passare sui piedi, potrei venire elegantemente sfigurata da un taxi o da una betoniera, nell’attesa  potrei comprare della frutta dalla signora che vende le fragole proprio all’incrocio, potrei passarci ore a quell’incrocio prima di trovare il coraggio di attraversare oppure (cosa che fai solo dopo un certo numero di anni in Cina) attraversi con lo sguardo perso nel vuoto senza mai guardare verso  le macchine se loro credono che tu non li hai visti si fermeranno per lasciarti passare.

Questo succede per quasi tutto, nulla è come te lo aspetti, che ammettiamolo, potrebbe essere eccitante come stile di vita ma alla lunga un pochino stanca,  nel mio Blog ci sono veramente decine di episodi surreali....di quella volta che dopo il massaggio mi hanno dato da mangiare uova di rana, di quella volta a Disneyland Hong Kong in fila con delle adulte scalmanate eccitatissime che si rifacevano il trucco per Winnie the Pooh, di quella volta che in discoteca come special Guest c’era Roger Rabbit, di quando al supermercato ho trovato una confezione di Italian Children Steak, di quando sono andata a comprare un paio di scarpe da running e mi hanno dato in omaggio un kimono da judo, di quando il sarto non voleva farmi più di 5 pollici di scollatura perché altrimenti prendevo freddo, di quando ci ho messo tre giorni per comprare un telefono, di quella volta in cui (non parlavo cinese all’epoca) ho mostrato all’autista il sacchetto dell’Ikea per fargli capire dove volevo andare e lui mi ha portato alla fabbrica dei sacchetti....questi e tanti altri episodi, magari esilaranti, se guardati dal di fuori, vi assicuro parecchio stressanti vissuti sulla proprio pelle.

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VISTO PER ANDARE A FARE UNO STAGE IN GIAPPONE

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VISTO PER ANDARE A FARE UNO STAGE IN GIAPPONE

Esistono due alternative riguardanti il visto per andare a fare uno stage in Giappone:

1) lo stage non è remunerato ed è di una durata inferiore a tre mesi

2) lo stage è remunerato (indipendentemente dalla durata) oppure lo stage è di una durata superiore ai tre mesi (che sia remunerato o no). 

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Le formalità da compiere variano in base a quale tipo di stage si sceglie e se necessita o meno di un visto. Gli studenti italiani (ma anche canadesi, francesi, svizzeri, tunisini e altri ancora indicati in una lista) non hanno bisogno di visto per fare uno stage in Giappone a condizione che quest'ultimo non sia remunerato e che non duri oltre tre mesi.

Gli studenti italiani, possono dunque partire per il Giappone soltanto con il passaporto, a condizione che  abbia una validità superiore di almeno 6 mesi alla data prevista di ritorno in Italia.

Qualora lo stage duri esattamente 90 giorni e il futuro stagista preveda di recarsi in Giappone un po’ prima dell'inizio dello stage e ripartire un po'dopo, è consigliato prendere contatto con l'ambasciata del Giappone in Italia, per conoscere con certezza le condizioni di soggiorno che si applicano in questo caso particolare. Attenzione, in teoria, la persona che risiede temporaneamente in Giappone e che beneficia di un'esenzione da visto può, una volta arrivato sul posto, fare una domanda presso l'ufficio immigrazione giapponese per ottenere un'estensione della sua autorizzazione di soggiorno. Questa regola non si applica nel caso di uno stage. Occorre dunque assolutamente ottenere un visto per uno stage se si prevede che quest'ultimo sia di una durata superiore a 3 mesi.

Effettivamente, qualora la durata dello stage sia superiore ai tre mesi e/o lo stage sia remunerato, occorre ottenere un visto per uno stage. Se lo stage è remunerato (indipendentemente dalla durata) o se lo stage è di una durata superiore ai tre mesi (che sia remunerato o no), ottenere un visto per uno stage per il Giappone è obbligatorio.

Esistono due procedure diverse per ottenere questo visto.

La prima consiste nell’ottenere il Certificate of Eligibility (COE) presso l'ufficio immigrazione giapponese. Per questo è necessario presentarsi all'ambasciata del Giappone a Roma con il COE, il passaporto, un modulo di domanda di visto ed una foto d'identità. Questa prima procedura consiste nell’ottenere un COE prima di fare la domanda di visto e anche se non è obbligatoria, è vivamente raccomandata dall'ambasciata giapponese a Roma.

Se non desiderate ottenere un COE, occorrerà allora costituire un dossier composto da alcuni documenti (convenzione di stage, documento dell'università che attesta che la realizzazione di questo stage è obbligatoria, descrizione del corso universitario seguito, documento con la lista completa dei vari crediti già ottenuti, lettera d'accettazione della struttura d'accoglienza in Giappone che comprende una descrizione precisa delle attività dello stage ecc.…). Una volta creato il dossier per la domanda del visto, lo stagista dovrà consegnarlo personalmente all'ambasciata del Giappone a Roma.

È consigliato leggere la pagina ufficiale dell'ambasciata riguardante le formalità di visto prima di depositare la cartella. In generale, un termine dai 3 ai 5 giorni lavorativi è necessario per conseguire il visto. Tuttavia, alcuni casi possono richiedere molte settimane.

Le spese per un visto di entrata semplice (se non avete l'intenzione di lasciare il Giappone durante il vostro soggiorno) ammontano a 27 euro (validi fino a marzo 2013).

Auguri per il vostro stage…

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TUTTO QUELLO CHE C'È DA SAPERE PRIMA DI TRASFERIRSI IN INDIA

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TUTTO QUELLO CHE C'È DA SAPERE PRIMA DI TRASFERIRSI IN INDIA

L'India è un Paese dalle mille contraddizioni ed è per questo che attira tantissimi occidentali che ci arrivano con il desiderio di rimanerci per sempre.

Anche in Italia ci sono sempre più persone che decidono di trasferirsi, per sempre o per un periodo limitato, in India.

Molte di queste cercano se stesse e vorrebbero fare un cammino spirituale, mentre moltissime altre cercano una nuova vita lontana dai ritmi frenetici tipici dell'Europa e dell'Occidente in generale.

Per tutti coloro che stanno pensando di mollare la loro routine per fare un cambio di vita netto e deciso andando a vivere in India, diamo qualche piccolo consiglio.

Innanzitutto, c'è da sottolineare che l'India è bella ovunque: che si tratti di Goa, di Nuova Delhi o di Calcutta, o che si tratti delle città più piccole e caratteristiche, questo Paese è da scoprire. Indubbiamente, da turisti tutto è più semplice, perché chi ci va per vivere si trova davanti a delle difficoltà che, naturalmente, in vacanza non si avvertono.

Uno dei vantaggi di questa terra è che, essendo stata per molto tempo colonia britannica, l'inglese è la lingua ufficiale del commercio e degli affari e per questo, chi non lo desidera non ha alcuna necessità di apprendere l'hindi.

Ma quali sono i documenti che servono per lavorare in India?

Come in ogni Paese, anche qui viene richiesto un visto turistico, che serve per  poter lavorare in India legalmente.

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Il visto per lavoro viene rilasciato dalle autorità a tutti coloro che hanno un salario annuale di almeno 25000 dollari.

Si faccia bene attenzione, perché si tratta di un requisito necessario, senza il quale il visto verrà rifiutato.

Le uniche eccezioni che si fanno sono per i seguenti lavori: insegnante di lingua non inglese, cuochi di cucina etnica, traduttori, staff diplomatico.

Inoltre, un'altra condizione è la lettera di presentazione di una ditta indiana che deve dichiarare di voler assumere il soggetto che chiede il visto

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IL COSTO DELLA VITA IN THAILANDIA

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 IL COSTO DELLA VITA IN THAILANDIA

La Thailandia, ridenti località, spiagge bianchissime e persone cordiali, per passare le vacanze e sentirsi i benvenuti. 

Questo paese a Sud Est dell’Asia, ha un costo della vita davvero invidiabile, ed anche per questo motivo è la meta asiatica più favorita dai turisti.

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Basti sapere che un piatto di riso fritto, acquistato nelle bancarelle dei mercati, non arriva a costare neanche 1€ . 

Con 100€ ci si può permettere di attraversare tutta la Thailandia con i mezzi pubblici, per poter visitarla più a fondo e più da vicino. 

Per chi invece decidesse di trasferirsi e andare a vivere  in Thailandia, si deve sapere che affittare un appartamento  a Bangkok, la capitale, costa 100€ al mese, mentre in altre città il costo è inferiore a 40€ ! 

Inoltre, bisogna prendere in considerazione che il salario minimo per un tailandese è 9000 thb, sono circa 230€. Sintetizzando, si può vivere con con meno di 250€ al mese, cosa non da poco.

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IL COSTO DELLA VITA NELLE FILIPPINE

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 IL COSTO DELLA VITA NELLE FILIPPINE

Le Filippine, bellissime spiagge ed un arcipelago formato da 7mila isole, sono una destinazione molto gettonata da turisti ed espatriati.

Le Filippine sono conosciute anche come “ l'Asia sorride” per via dei suoi abitanti cordiali e disponibili.

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Oltre al fascino di queste isole e spiagge dorate, anche il costo della vita nelle Filippine attira visitatori ogni anno. 

Meno di 500 euro è la somma che serve per passare un'ottima vacanza. Affittare un appartamento in città costa meno di 40 euro mentre con 150 euro se ne affitta uno in un quartiere di lusso.
Per non parlare del cibo, che oltre ad essere di qualità è anche economico: con soli 8 euro si può mangiare un ottimo pasto completo, ed una bibita costa solo 50 centesimi.
Se invece ci si allontana dai grandi centri abitati i prezzo diminuiscono sensibilmente.
Che dire infine? Ci facciamo una vacanza, e se ci piace ci restiamo...

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VISTO PER ANDARE A LAVORARE A SINGAPORE

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VISTO PER ANDARE A LAVORARE A SINGAPORE

Tra le nazioni economicamente rilevanti in Asia troviamo Singapore e di conseguenza per alcune figure professionali il visto per andare a lavorare a Singapore diventa fondamentale.

Le aziende a Singapore, oltre a quelle locali, sono anche giapponesi americane ed europee e in gran parte trattano prodotti commerciali di importazione ed esportazione.

A seconda dei casi ci sono più tipi di visto per andare a Singapore:

Il primo si chiama Employment Pass ed è un visto rilasciato dai datori di lavoro a quei lavoratori che hanno delle alte qualifiche e dove spesso la paga mensile è uguale o superiore ai 3000 $. Qualora si cambiasse datore di lavoro si dovrà fare nuovamente la domanda di visto.

A seconda della qualifica, della mansione svolta, e dello stipendio percepito ci sono diversi visti Employment Pass.

Per chi volesse partire con la famiglia a seguito si può fare richiesta di un Dependent Pass per il congiunto ed i figli di età inferiore ai 21 anni.

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Il Personalised Employment Pass, è simile all’Employment Pass ma in aggiunta al primo si ha il diritto di restare per 6 mesi sul territorio e cercare lavoro, e viene rilasciato per specifici meriti riconosciuti al richiedente.

Un terzo tipo di visto è l’Employment Pass Elegibility Certificate che permette all’interessato di per massimo un anno avendo il tempo necessario per trovare lavoro. Ma una volta trovato un lavoro questo visto non permette di lavorare e quindi si ha l’obbligo di richiedere un Employment Pass.

Un altro visto è l’S Pass è un visto per i lavoratori con delle qualifiche professionali di livello medio e che percepiscano un salario superiore ai 2000 $. Su richiesta dell’interessato il datore di lavoro fa richiesta di un S Pass e la domanda deve essere valutata utilizzando un sistema di punti calcolati su diversi criteri come la qualifica, gli anni di esperienza, il titolo di studio e lo stipendio mensile.

Ogni azienda non può superare il 25% dei dipendenti con visto S Pass.

Per i lavoratori senza alcuna qualifica, esiste il Work Permit che dura 2 anni in base a particolari criteri e permette di lavorare solo per un datore di lavoro e senza cambiare inquadramento professionale.

Conoscete altri tipi di visto?

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IL COSTO DELLA VITA IN CAMBOGIA

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 IL COSTO DELLA VITA IN CAMBOGIA

Il costo della vita in Cambogia è veramente invidiabile.

La Cambogia, o meglio il Regno di Cambogia, è una nazione con una storia molto complessa. Non è la destinazione preferita da turisti ed espatriati, ma in compenso è una delle mete più economiche al mondo.

Alcuni dati: vivere nella capitale Phnom Penh, non costa più di 300 € al mese, basti sapere che l’affitto per un appartamento equipaggiato di climatizzatore ammonta a circa 150 € .

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I generi alimentari sono estremamente economici, e potrete trovare cibi e bevande a prezzo modico.

Una maxi abbuffata in un ristorante cambogiano costa meno di 2 €, e bibite a volontà al costo di 1 € !

Un pasto consumato direttamente su qualche bancarella al mercato è ancora più economico.

Che dire? La Cambogia è veramente low-cost.

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PROSPETTIVE DI VITA E LAVORO IN ARABIA SAUDITA

arabia saudita

PROSPETTIVE DI VITA E LAVORO IN ARABIA SAUDITA

L'Arabia Saudita è un Paese molto controverso nel quale convivono tradizione religiosa e sviluppo economico, dovuto al sempre crescente ruolo del petrolio.

Si tratta di una nazione affascinante e piena di mille sfaccettature che la rendono una meta ideale per tutti coloro che vogliono cambiare vita in maniera netta.

Altra religione, altri usi, altri costumi, altra lingua: tutto nuovo per una nuova vita.

Ma che prospettive lavorative ci sono? Quello arabo è un mercato che sta crescendo, soprattutto perché talune nazioni, tra cui l'Arabia Saudita, stanno avendo non pochi profitti dal petrolio.

C'è da dire che il visto per l'Arabia Saudita si ottiene molto difficilmente, ammenoché non si abbiano parenti, piuttosto che uno sponsor lavorativo che vi chiama e dichiara di volervi assumere.

Tuttavia, a tutti gli expat, in questo caso a coloro che vanno a vivere in Arabia Saudita, vengono dati non pochi benefici una volta ottenuto il visto.

Le aziende, infatti, di solito offrono vitto e alloggio e, a volte, offrono anche un rimborso se si decide di vivere altrove.

Naturalmente qui le case costano meno che in Italia e quindi comprare o affittare un appartamento è più facile e meno costoso. Inoltre, non ci sono né Iva né tasse e per questo il potere d'acquisto è più alto.

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Come si poteva immaginare, i costi della benzina sono irrisori, dato che si tratta di un Paese produttore di petrolio e questo è un punto a favore di questa nazione.

Una serie di vantaggi notevoli, quindi, ma si deve essere pronti a cambiare radicalmente vita, anche sotto l'aspetto culturale e religioso.

Qui la religione è molto sentita e gli stranieri sono invitati a rispettare le usanze del posto: ricordiamo che l'Arabia Saudita è pur sempre una monarchia assoluta islamica e quindi molto tradizionalista.

Per quel che concerne la lingua, l'inglese viene capito e parlato, soprattutto per quel che concerne il settore degli affari.

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VISTO PER ANDARE A FARE UNO STAGE A DUBAI NEGLI EMIRATI ARABI UNITI

Burj Al Arab

VISTO PER ANDARE A FARE UNO STAGE A DUBAI NEGLI EMIRATI ARABI UNITI

Non esiste nessun visto per andare a fare uno stage a Dubai negli Emirati Arabi Uniti come per il Canada o l'Australia ad esempio, poiché le leggi dell’emirato non contemplano questo statuto.

Le procedure per essere stagista a Dubai sono le stesse di un lavoratore dipendente. L’iter burocratico nella maggioranza dei casi viene seguito e portato a termine  dall’impresa accogliente. La procedura è del resto pesante e costosa, questo spiega le molte difficoltà esistenti per trovarci uno stage.

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A Dubai, qualsiasi impresa che desideri reclutare un cittadino straniero, che sia per uno stage o una vera occupazione, deve fare una domanda di permesso di lavoro e di certificato di residenza per il suo futuro collaboratore. È l'impresa che provvede alle spese legate alla richiesta.

La domanda di permesso di lavoro è realizzata prima che lo stagista arrivi negli Emirati Arabi Uniti. L'impresa avrà bisogno di un certo numero di elementi riguardanti il candidato per riempire la cartella: elementi d'identità, conferma della prenotazione del volo ecc.… Una volta che la domanda di certificato di residenza è realizzato a Dubai, il futuro collaboratore può lasciare il territorio con soltanto il suo passaporto valido per almeno 6 mesi ed una copia dell'autorizzazione di lavoro che il suo datore di lavoro gli avrà in anticipo fatto pervenire. È tuttavia preferibile sempre consultare il consolato degli Emirati Arabi Uniti prima di partire per essere sicuro di trovarsi in regola.

All'arrivo in aeroporto, è necessario recarsi ad uno sportello specifico per ottenere il visto di stage (l'originale del proprio permesso di lavoro in realtà). In occasione del primo giorno di lavoro, si dovrà presentare la copia originale del permesso al datore di lavoro o all’ufficio delle risorse umane dell’ impresa che potrà allora iniziare la domanda di certificato di residenza. Questo certificato viene ottenuto solo dopo aver effettuato una visita medica che proverà che lo stagista non è né sieropositivo, né ha la tubercolosi né l'epatite B. Se uno degli esami è positivo, il tirocinante sarà espulso dal paese.

Trovare uno stage a Dubai puo essere particolarmente complicato e poco proficuo per le imprese ma ne vale la pena perché permette di andare a vivere in uno dei paesi con la miglior qualità di vita al mondo.   

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