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MAMMAINORIENTE.COM: UNA FAMIGLIA TRA THAILANDIA, CINA ED ITALIA

Creato Lunedì, 07 Ottobre 2013
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La mia Thailandia

MAMMAINORIENTE.COM: UNA FAMIGLIA TRA THAILANDIA, CINA ED ITALIA

Oggi pubblichiamo l’intervista a Federica che gentilmente ha risposto alle nostre domande.

 

Raccontaci chi siete e che cosa facevi in Italia prima di partire per la Thailandia.

Vivo in Thailandia con la mia famiglia costituita da me, mio marito e due bimbi. Il maggiore ha quasi 6 anni ed il più piccolo 21 mesi.  Prima di partire facevo la mamma a tempo pieno. Negli ultimi 7 anni infatti la nostra famiglia è stata molto itinerante ed è stato necessario che io mi occupassi totalmente dei bimbi e dei continui e difficili riadattamenti alle varie realtà. Abbiamo infatti vissuto per 3 anni in due differenti città cinesi dove, fra l'altro, è nato il mio primogenito. Quando siamo rientrati in Italia, siamo andati a vivere in Veneto, lontano dalle nostre città di origine per 2 anni. Poi sono seguiti altri due anni sulle colline bolognesi, dopodiché abbiamo deciso di ripartire per venire a vivere qui a Pattaya, dove ci troviamo da 9 mesi.

 

Perché hai scelto proprio in Tailandia tra tutti i paesi?

Perché mio marito ha ricevuto un'offerta di lavoro molto interessante da un'azienda italiana che ha uno stabilimento proprio qui in Thailandia.

 

Che cosa consigli di fare agli italiani prima della partenza per la Thailandia?

Il primo consiglio è quello di trasferirsi qui già con un contratto lavorativo che includa possibilmente un po' di benefit quali assicurazione sanitaria e costi di istruzione per i figli.

La cosa più importante è infatti avere una buona assicurazione sanitaria, soprattutto se ci si sposta con i bambini. Qui anche le strutture pubbliche sono a pagamento e peraltro non  sempre  sono le migliori. Per accedere alle strutture private i costi lievitano notevolmente, ma spesso sono più raccomandabili perché praticamente tutto il personale parla almeno inglese. E' purtroppo un dato di fatto che ai cittadini stranieri vengono applicate tariffe più alte che ai Thailandesi. Nei primi mesi è quasi inevitabile che i bimbi si ammalino in continuazione sia alle vie respiratorie a causa dell'eccessiva differenza di temperatura  fra gli ambienti esterni e gli ambienti interni climatizzati, sia all'apparato digerente per la presenza di tanti virus e spesso poca pulizia e la mancanza degli anticorpi "locali". Oltre a questi che sono malattie facilmente superabili, esistono patologie più gravi come la Febbre Dengue, trasmessa da una zanzara infetta, della quale fra l'altro quest'anno c'è record di infettati e di morti di tutta la storia della Thailandia. Non esiste ancora vaccino e l'unica prevenzione applicabile è quella di non farsi pungere, cosa non facile data la presenza di moltissime zanzare. Sia io che il mio primogenito siamo stati contagiati in contemporanea e siamo stati ricoverati in condizioni abbastanza serie per 9 giorni. Lui inoltre precedentemente era stato anche aggredito da un cane randagio, altro problema della Thailandia, ed abbiamo dovuto fare il vaccino anti rabbia. Tutto ciò per dire che, se non avessimo avuto una buona copertura assicurativa, avremmo speso già una fortuna in cure mediche!

Se ci si trasferisce con i figli inoltre è bene avere le idee chiare sulle scuole. Quelle internazionali, dove la prima lingua è l'inglese, costano molto e, se non sono comprese in un contratto lavorativo, possono incidere veramente tanto sul bilancio familiare. Se si prevede di rimanere in Thailandia pochi anni diventa però quasi un obbligo far frequentare ai figli le scuole internazionali in quanto in quelle Thailandesi, l'insegnamento della lingua inglese, pur se sempre presente, è  piuttosto marginale e, una volta rientrati in Italia o in altre nazioni, la lingua Thai non gli servirebbe più a nulla. Diverso il discorso se quello in terra Thai è un trasferimento definitivo poiché i bimbi parleranno prevalentemente in Thai. Qui nella nostra zona l'Italiano non viene insegnato in nessuna scuola.

 

 

Che cosa fai in Tailandia?

Al momento continuo ad occuparmi solo dei bimbi e della casa. Il grande frequenta la scuola, ma il piccolo è ancora a casa con me in quanto alle Nursery qui accettano i piccoli solo a partire dai 2 o dai 2 anni e mezzo. Per ora dedico tutto il mio tempo libero al blog che ho aperto da quando ci siamo trasferiti qui, attraverso il quale coltivo le mie passioni: viaggiare, scrivere e fotografare.

 

Principali differenze tra Italia e Tailandia sia lavorative che sociali. 

Essendo due paesi così lontani le differenze sono veramente tante ed è difficile racchiuderle in poche righe. Dal punto di vista lavorativo la prima che emerge e che credo molti italiani non immaginino, è che qui il tasso di disoccupazione è ben al di sotto dell'1% ( uno dei più bassi al mondo ) mentre in Italia è a circa il 12%. E' vero che i salari sono bassi ( salario minimo è ora l'equivalente di circa 7 euro al giorno ), però chi ha voglia di lavorare, ha il lavoro garantito. Infatti i Thailandesi cambiano lavoro molto spesso in base al salario migliore e nelle aziende c'è un forte turnover. Dal punto di vista sociale, rispetto all'Italia, è molto più ampio il dislivello fra poveri e ricchi. In tanti, troppi, vivono ancora in catapecchie fatiscenti mentre molti si possono permettere di girare in Porsche, che qui costano molto di più che in Europa per le alte tasse di importazione.

 

Cosa ti manca dell'Italia? 

Ovviamente ciò che mi manca di più sono gli affetti, sia dei familiari che degli amici. E' difficile soprattutto pensare che stiamo impedendo ai nostri genitori di vedere crescere i loro nipoti. Per fortuna Internet e Skype ci aiutano molto a colmare la lontananza. Poi mi manca molto la pulizia che c'è in Italia e che qui spesso purtroppo manca: a sporcizia e cattivi odori non mi abituerò mai! Nessun problema per il cibo perché qui si trovano quasi tutti i prodotti italiani anche se sono costosi. La cucina Thai poi non è affatto male.

 

Cosa può andare a fare un italiano in Tailandia?

Le aziende italiane non sono molte e cercano manager o personale tecnico molto specializzato perché per tutti gli altri lavori economicamente gli conviene ovviamente assumere i thailandesi. Guardando quello che fanno gli italiani qui a Pattaya, direi che per la maggior parte hanno aperto un' attività ristorativa. I ristoranti italiani presenti in città sono infatti tanti. Bisogna ricordare inoltre che, ad uno straniero in Thailandia, tanti tipi di lavoro non sono consentiti per legge come per esempio tutti i lavori manuali, l'autista, il parrucchiere o l'architetto ed è vietato anche produrre abbigliamento o cappelli. Una delle professioni che va per la maggiore fra gli stranieri è l'insegnamento, ma purtroppo cercano quasi sempre madrelingua inglesi.

 

Ci sono molti italiani in Tailandia?

Decisamente sì. Qui a Pattaya non è difficile sentir parlare la nostra lingua per strada. A parte chi ci lavora, molti sono i pensionati che vengono a passare qui i mesi più freddi in Italia. E molti sono anche i giovani. Sul perché vengano  proprio qui nonostante il mare sia sporco preferisco non esprimermi perché è una motivazione che non mi fa sentire fiera di essere loro connazionale.

 

Raccontaci un aneddoto che dia un'idea della Tailandia. 

Quando siamo stati in Italia per le vacanze estive abbiamo dato il nostro consenso affinché facessero dei lavori dentro casa intanto che non c'eravamo. Pur sapendo benissimo la data del nostro rientro, nessuno si è preoccupato di avvertirci che dopo un viaggio di circa 18 ore con due bimbi piccoli avremmo trovato la casa trasformata in un cantiere e praticamente inagibile ancora per diversi giorni... E purtroppo ne potrei raccontare tanti altri…

L'indirizzo del mio blog è: http://www.mammainoriente.com

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