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INTERVISTA DOPPIA AGLI AUTORI DI LIF3ZERO.COM

Creato Domenica, 29 Settembre 2013
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INTERVISTA DOPPIA AGLI AUTORI DI LIF3ZERO.COM

 

Raccontateci chi siete e che cosa facevate in Italia prima di partire.

 

Giordano

Roberta

Mi chiamo Giordano ho 34 anni e da un po’ più di due vivo in Australia. Dopo due anni a Sydney mi sono recentemente spostato a Perth. Dal giorno della mia partenza nel 2011 sono autore dei racconti che trovate nel blog all'indirizzo www.lif3zero.com.

Lif3.zero è un progetto che racconta le mie esperienze in Australia, al momento, ma che racconterà di qualsiasi posto dovessi visitare in futuro.

Lif3.zero sta anche a significare sia la terza parte della nostra vita, iniziata con la partenza verso l'Australia, sia che questa scelta è avvenuta dopo aver compiuto 30 anni. Sono molto soddisfatto di questo progetto che piano piano cresce sempre di più. Al blog ho inoltre affiancato un e-book, tuttora disponibile online al link www.lif3zero.com/austritalia che parla di tutto ciò a cui dobbiamo pensare prima di partire per l’Australia.

In Italia mi occupavo di Risorse Umane in una software house di Padova. Il lavoro mi piaceva e tutto sommato non mi mancava nulla. Tuttavia, mi sono reso conto che la situazione Italiana non offriva molte prospettive. Unite questo alla voglia di vedere altri paesi e di imparare la lingua inglese. La decisione definitiva è arrivata piano piano, dopo mesi a raccogliere informazioni, fino a quando ho capito che sarebbe stato difficile, ma che era la cosa giusta da fare.

Mi chiamo Roberta e approfittando dei miei 30 anni ho fatto richiesta per il Working Holiday Visa per la prima volta quest’anno. Sono laureata in Scienze della Comunicazione di massa e da circa 5 anni lavoro nel campo dell’advertising, in particolare mi occupo di Web&Graphic design. Sono stata dipendente di un’agenzia pubblicitaria per 3 anni e negli ultimi 2 ho lavorato come freelance.

Per quanto riguarda Lif3.zero io sono responsabile della parte grafica (come la copertina dell’e-book Austritalia) e come webmaster gestisco assieme a Giordano il sito.

 

Perché avete scelto proprio l’Australia tra tutti i paesi?

 

Giordano

Roberta

Ho iniziato a pensarci ormai quattro anni fa. Al tempo, di Australia si parlava meno di adesso, ma in qualche modo ha sempre esercitato un certo fascino. Ho anche considerato altri paesi prima, poi tutti scartati. In generale l'Europa versa più o meno nella stessa situazione. Così come l'America. A me serviva un paese di lingua inglese che offrisse buone possibilità di sviluppo personale e professionale. Avevo anche pensato al Canada, ma poi l'Australia ha preso il sopravvento.

Sono diversi anni che fantastico di lavorare all’estero. Nel tempo la meta è cambiata diverse volte: all’inizio puntavo ad Edimburgo in Scozia, poi ho valutato anche la possibilità di andarmene in Islanda ma alla fine l’Australia ha prevalso per i classici motivi:

- in Europa c’è crisi profonda, mentre in Australia molto meno

- la facilità della lingua inglese che ho studiato diversi anni (l’islandese è decisamente più complesso :) )

- meritocrazia sul lavoro e speranza di poter far carriera senza dover avere le spinte di qualcuno

- natura incontaminata (forse anche troppo incontaminata in alcuni casi... tipo ragni assassini!)

 

Che cosa consigliate di fare agli italiani prima della partenza per l'Australia?

 

Giordano

Roberta

Sicuramente partire con un livello di inglese più alto possibile. Almeno non da zero. L'Inglese qui è fondamentale, specialmente ora che le persone in arrivo stanno aumentando. A parità di competenze la lingua fa la differenza.

Inoltre è bene documentarsi seriamente e a lungo. Sia sulle questioni oggettive (spese economiche, alloggio, eventuali corsi, implicazioni del visto), ma anche questioni soggettive. Valutate tutto attentamente e non partite perché sentite che "in molti lo fanno". Il governo australiano è severissimo in materia di visti e non è detto che si riesca ad averne uno permanente, anche dopo anni. Mettete in conto grosse spese economiche. Partite qualificati. Evitate in tutti i modi di pensare che l'Australia sia un paese "indietro" che aspetta solo di veder arrivare italiani a sistemare le cose (sembra incredibile ma molti arrivano con questo spirito). Qui arriva gente da tutto il mondo e la concorrenza è spietata, specialmente nelle grandi città.

Siate realistici, soprattutto con voi stessi e ricordate sempre che l’Australia offre opportunità, non certezze.

Quello che consiglierei ad altri italiani prima della partenza è molto semplice: esserne convinti e pianificare il pianificabile! Si tratta di farsi un esame di coscienza per cercare di capire se effettivamente si è pronti a vivere completamente “soli” in un paese straniero contando solo su se stessi. L’emigrazione non è una vacanza, non è un viaggio di piacere che si fa sapendo quando si parte e quando si torna… E’ molto importante essere coscienti del fatto che si cambia vita. Io penso che l’aspetto più importante di tutti sia proprio di carattere personale, emozionale. Se si è davvero convinti della propria scelta, che non deve essere di pura “fuga” dall’Italia ma di volontà di maturare e ampliare il proprio bagaglio culturale, tutto il resto, per quanto importante, sarà facile da gestire.

 

 

Che cosa fate in Australia?

 

Giordano

Roberta

A Sydney ho cambiato diversi lavori ma principalmente lavoravo al Casino. Ho inoltre appena completato un corso di studio in gestione delle Risorse Umane che spero mi dia qualche chance in più di tornare a lavorare nel mio settore. Da due settimane vivo a Perth, quindi al momento sono concentrato sulla ricerca della nuova casa da cui ricominciare. 

 

Io arriverò in Australia a fine Settembre e inizialmente continuerò a lavorare con i miei clienti italiani (per fortuna il mio lavoro è facilmente gestibile da ogni parte del globo purché ci sia una connessione internet). Il mio obiettivo è di farmi assumere in un’azienda che si occupi di grafica/web e successivamente (presa confidenza con la clientela australiana) punto ad essere nuovamente freelance. Nel frattempo sicuramente farò qualche lavoretto (più o meno il primo che capita) per mettere da parte soldi e pagarmi le spese di vitto e alloggio.

 

Principali differenze tra Italia e Australia sia lavorative che sociali.

 

Giordano

Roberta

Ritengo che in questo ci separi un abisso.

Prima di tutto qui le opportunità esistono. Poi, se ti dai da fare davvero, prima o dopo ti viene data una chance. Ogni settore e ambito lavorativo è ben sviluppato e le regole vengono seguite alla lettera. Solo per citare un esempio: ai colloqui di lavoro è illegale chiedere l’età del candidato per evitare discriminazioni. Cosi come ad una ragazza è vietato chiedere se ha intenzione di cominciare una gravidanza o qualsiasi altra domanda che non sia inerente al lavoro e al curriculum.

Anche socialmente ci sono molte differenze. Gli australiani non sono italiani. Questo sembra ovvio, ma molto spesso vedo connazionali stupirsi per le differenze che esistono. Personalmente ritengo che ci sia molta più senso civile, educazione e rispetto. Gli spazi pubblici sono rispettati e se si seguono le regole a nessuno viene tolto niente.

Posso dire poco di questo aspetto perché non lo conosco ancora a sufficienza, quello che penso è che probabilmente le differenze che si sentono di più sono di tipo sociale.

 

 

Cosa vi manca dell’Italia?

 

Giordano

Roberta

Non mi manca molto. A volte sento la lontananza da famiglia e amici, ma non al livello di farmi nascere dubbi sul fatto di voler rimanere qui. In molti interpretano questo come il fatto che non mi importi di essere lontano. Io credo che si tratti più di interiorizzare l’affetto che si prova verso le persone che amiamo e, una volta fatto, ce li portiamo dentro ovunque siamo.

Per il momento nulla visto che sono ancora qua, anche se per pochi giorni ormai… Posso comunque dire che sicuramente mi mancheranno gli affetti più di ogni altra cosa.

 

Cosa può andare a fare un italiano in Australia?

 

Giordano

Roberta

Direi tutto...

Basta essere qualificati per farlo. E ripeto, bisogna anche saper parlare inglese. In molti mi contattano chiedendomi se è possibile fare questo o quello, ma senza parlare inglese. Qualcuno (rarissimi) ce la fa, ma io rispondo sempre di no. Non trovo corretto alimentare false speranze.

E' anche una questione di rispetto per come la vedo io. Vieni in un paese perché ti dia più opportunità rispetto al tuo. Il minimo che tu possa fare è imparare la lingua. In caso contrario non ci si può stupire se poi gli australiani non ci accolgono...

Tanto per fare un paragone: come li vedete gli immigrati in Italia che non parlano italiano ma che pretendono di fare qualsiasi lavoro?

Sono d’accordo con Giordano in tutto, non saprei cosa aggiungere alla sua risposta.

 

Ci sono molti italiani in Australia?

 

Giordano

Roberta

Non è la nazionalità con il numero più alto di persone, ma è in continuo aumento, specialmente negli ultimi anni.

Quello che io ho notato è che l’emigrazione in generale sta aumentando (come sempre storicamente nei periodi di grande crisi) e l’Australia è un po’ come l’America negli anni 50.. sembra il paradiso dove tutto è possibile e quindi in molti la stanno scegliendo come meta alternativa alle nazioni europee.

 

Raccontaci un aneddoto che dia un’idea dell’Australia.

Quando ero in Italia leggevo spesso di turisti appena arrivati che, dopo pochi secondi dall'aver aperto una cartina per strada, venivano avvicinati da alcuni passanti che si offrivano di fornire indicazioni. Da Italiano questo mi suonava strano, dato che da noi quasi penseresti che vogliano rubartela, la cartina. Allora il primo giorno che ho visitato Melbourne ho fatto un esperimento. Mi sono fermato ad un semaforo e ho aperto la cartina della città.

Dopo due minuti si sono fermate due persone a chiedermi se avevo bisogno di aiuto. Non solo, visto che le indicazioni erano un po’ complicate, mi hanno pure accompagnato sul posto. Nel tragitto, un ciclista ha notato che usavamo una cartina in tre e si è fermato per offrire ulteriore aiuto.

Io guardavo tutti loro con un sorriso in faccia e pensavo: cazzo allora è tutto vero...

 

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