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ESPERIENZA DI UN’ITALIANA A CAMBRIDGE

Creato Domenica, 10 Marzo 2013
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laubao italiana a cambridge

ESPERIENZA DI  UN’ITALIANA A CAMBRIDGE

Raccontaci chi sei e che cosa facevi in Italia prima di partire.

Sono una toscana di Prato, di 40 anni. In Italia lavoravo come architetto in uno studio in cui mi trovavo anche bene. Dopo la laurea ho iniziato a “girare” vari studi di architettura. Ho lavorato in ben 4 studi diversi tra Firenze e Prato, in alcuni senza guadagnare niente...perché si sa che si deve fare la “gavetta”. Andare a lavoro senza guadagnare, anzi rimettendoci i soldi delle spese di trasporto non è il massimo e piano piano ti toglie tutta la voglia e l'energia che hai. L'ultimo studio in cui ho lavorato ero pagata, finalmente…ma con i tempi italiani. Purtroppo la crisi economica non ha aiutato e di conseguenza non ho avuto la soddisfazione di vedere neppure uno dei progetti a cui ho lavorato concretizzarsi. Ecco perché ho deciso di provare altrove. Era tanto che ci pensavo, alla fine mi sono decisa e sono partita. Avevo voglia di ritrovare la mia energia, la mia passione e la voglia di mettermi in gioco. 

Perché hai scelto proprio l'Inghilterra tra tutti i paesi?

L'inglese è l'unica altra lingua che sapevo già abbastanza bene. Inoltre avevo la possibilità di essere ospitata presso la famiglia di un amico inglese, che tornava in Inghilterra per gli stessi miei motivi dopo essere stato in Italia per sette anni. Senza il loro aiuto sarebbe stato molto molto più difficile. 

Che cosa consigli di fare agli italiani prima della partenza per l'Inghilterra?

Penso che la lingua sia molto importante, sia per integrarsi bene nel luogo dove si va, che per trovare lavoro. Purtroppo, con la crisi economica, non è facile trovare un lavoro, e diventa quasi impossibile senza conoscere l'inglese.

Altra cosa fondamentale è essere disposti ad accettare una cultura diversa dalla nostra. Sebbene la cultura inglese non sia estremamente differente da quella italiana, le diversità ci sono, e sta a noi che ci spostiamo, impararle e rispettarle.

Non puntare il dito su quello che non ci piace, cercare anzi quello che può piacerci per godere al massimo dell'esperienza. 

Che cosa fai in Inghilterra?

Lavoro presso “Next Plc”, una multinazionale inglese di articoli di abbigliamento e arredamento. Ho vissuto circa un anno nello Yorkshire, con la famiglia del mio amico e là ho trovato lavoro sia presso Next (in uno dei loro negozi in un grande centro commerciale vicino a Sheffield) che presso un centro ricreativo per bambini, dove organizzavo laboratori di attività manuali. Da Natale mi sono spostata a Cambridge, dato che ho avuto la possibilità di essere trasferita presso uno dei negozi di arredamento di Next...spero piano piano di avvicinarmi all'architettura! Inoltre, dopo Pasqua dovrei iniziare a fare dei laboratori di attività manuali per i bambini bilingue italo-inglesi che vivono qua. Nel tempo libero continuo a portare Curricula agli architetti e creo oggetti da vendere nel mio negozio online laubao.dawanda.com. 

Principali differenze tra Italia e Inghilterra sia lavorative che sociali.

La società inglese è multiculturale. E tutti hanno le stesse possibilità. Qua in Inghilterra si trovano persone di qualunque razza, cultura, età e religione ad occupare anche posizioni di un certo rilievo in banche, supermercati, studi e uffici vari. Se sei capace, puoi farti strada. In Italia non avrei potuto lavorare in un negozio, come sto facendo adesso, perché sarei stata “troppo vecchia e senza esperienza”. Anche se questo non è il lavoro che sogno di fare, mi sento rispettata e apprezzata, e questo mi dà la possibilità di fare esperienza, migliorare il mio inglese e integrarmi meglio in questo paese. La vita sociale è molto simile a quella italiana. La gente esce per fare shopping, per bere insieme agli amici, per fare una passeggiata o andare al cinema…proprio come facciamo in Italia...e certamente qua le occasioni non mancano! 

Cosa ti manca dell'Italia?

La mia famiglia, i miei amici. Da quando sono qua a Cambridge, anche la vista delle montagne. 

Cosa può andare a fare un italiano in Inghilterra?

Direi che un italiano che parla bene l'inglese può fare qualunque cosa. Se è capace, può iniziare con una posizione da junior e piano piano farsi strada fino alle posizioni più alte. Purtroppo oggi tutto è complicato dalla crisi economica e non ci sono molte posizioni di lavoro disponibili. 

Ci sono molti italiani in Inghilterra?

Sì, soprattutto a Londra. Anche qua a Cambridge ce ne sono parecchi, molti meno nello Yorkshire. 

Raccontaci un aneddoto che dia un'idea dell'Inghilterra.

Quando chiedi a un Inglese se è vero che bevono il thè alle 5 del pomeriggio ti guarda con occhi divertiti! In effetti il thè loro lo bevono a tutte le ore, in continuazione! Non fanno in tempo ad entrare in casa, nemmeno si tolgono la giacca che hanno già acceso il bollitore per farsi una buona tazza di thè. Se sei triste, felice, non ti senti bene, hai avuto una giornata orribile, devi festeggiare qualcosa, una tazza di thè ci sta sempre bene.

Come si usa qua, ho offerto una tazza di thè ad un elettricista che è venuto in casa a sistemare una presa. Quando ha finito di bere gli ho chiesto se l'aveva gradito, dato che io non sono inglese. Mi ha risposto con un detto inglese: “as long as it is warm and wet, it is fine” (traduzione non letterale=qualunque cosa che è calda e umida, è buona). 

Questa intervista ci è stata gentilmente concessa da Laura laubao.wordpress.com.

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