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UN'ITALIANA IN AMERICA

Creato Mercoledì, 06 Marzo 2013
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cascate del niagara

UN’ITALIANA IN AMERICA

Raccontaci chi sei e che cosa facevi in Italia prima di partire.

Mi chiamo Melina, sono siciliana, ma vivo a Buffalo (Stato di NY, USA). Prima di trasferirmi negli USA studiavo all’Università degli Studi di Palermo, nella quale mi sono laureata in lingue.

Perché hai scelto proprio gli Stati Uniti tra tutti i paesi?

In realtà, non ho scelto io di emigrare negli Stati Uniti. Mio marito si è trasferito a San Diego (California) per ragioni lavorative quand’eravamo ancora fidanzati. Io vivevo divisa tra Palermo (dove ancora studiavo) e San Diego, poi, circa tre anni fa ci siamo sposati a San Diego e ci siamo trasferiti a Buffalo (New York) dove viviamo attualmente e dov’è anche nata la nostra bimba.

Che cosa consigli di fare agli italiani prima della partenza per gli Stati Uniti?

Senza dubbio, conoscere la lingua è importante (se non essenziale). Altresì importante mi pare conoscere un minimo le regole del Paese (ricordo per es. che una sera a San Diego durante un falò in spiaggia, arrivò la polizia che ci impose di versare nella sabbia le birre che stavamo sorseggiando e ci proibì di berne delle altre perché vietato nei luoghi pubblici, se non diversamente segnalato). Altra cosa che consiglierei a chi vuole venire a vivere negli USA è informarsi per bene riguardo a tutti i documenti utili e su come e dove procurarseli.

Per il resto, credo dipenda un po' da quello che si viene a fare.

Che cosa fai negli Stati Uniti?

Per il momento sono, come dicono qua, una SAHM (Stay At Home Mom). Ho ricevuto delle offerte di lavoro, ma per adesso preferisco prendermi cura della mia bimba, più in là si vedrà. Sto prendendo in considerazione l’ipotesi di approfondire ulteriormente i miei studi…chissà, ho tempo per decidere.

Principali differenze tra Italia e gli Stati Uniti sia lavorative che sociali.

Ce ne sono così tante! Diciamo che sono davvero due universi paralleli. Mi sento di dire che, per quanto riguarda il lavoro, è vero quello che molti sanno già, ovvero che negli Stati Uniti la meritocrazia paga più che in Italia: se sei una persona di talento, negli  USA, hai molte più chances rispetto all’Italia di riuscire a trovare un impiego che appaghi la tua ambizione e le tue capacità.

Cosa ti manca dell'Italia?

Come molti altri emigrati, sento molto la mancanza della mia famiglia e degli amici. Mi mancano nella quotidianità, ma durante i periodi festivi la mancanza si fa ancora più forte. A volte ci si sente davvero soli. Poi mi manca la mia terra: amo molto la Sicilia e la città di Palermo in particolare. Prima di emigrare una delle cose che più amavo era fare delle lunghe passeggiate per le strade della città e quando ci ripenso mi prende la nostalgia. Mi mancano davvero tante cose della mia terra.

Cosa può andare a fare un italiano negli Stati Uniti?

Beh, questo dipende dal singolo individuo, dalle sue capacità, dal livello di istruzione, etc. Non credo si possa generalizzare.

Ci sono molti italiani negli Stati Uniti?

A Buffalo è presente una comunità italica abbastanza nutrita. Alcuni sono giovani emigrati come me, ma molti sono italiani di seconda, terza o anche quarta generazione. La maggior parte di questi di solito, nonostante le origini, non parla italiano e questa è una delle cose che più mi lascia perplessa.

niagara

Raccontaci un aneddoto che dia un'idea degli Stati Uniti.

Una sera, io e mio marito siamo andati a cena fuori. Io avevo ordinato un sandwich con pollo e patatine. Il pollo del mio sandwich era un po’ bruciato, ma siccome ero molto stanca ed era tardi, ho tagliato via le parti bruciate e ho cominciato a mangiare. Quando la cameriera è passata dal nostro tavolo per chiedere se andava tutto bene (cosa comune negli USA), le ho fatto notare che il mio pollo era troppo cotto. A quel punto lei mi ha chiesto come mai non avessi rimandato indietro il piatto, e le ho spiegato che andava bene, che ero troppo stanca e affamata per rimandarlo indietro. Dopo pochi minuti arriva al nostro tavolo il manager del locale. Questo si scusa per quanto successo, mi assicura che la mia cena non sarà nel conto e mi offre di ordinare qualsiasi altra cosa gratuitamente. Io finisco comunque il mio sandwich che, fatta eccezione per le parti bruciate, era ottimo e decido di non ordinare altro. Alla fine la mia cena non è stata inclusa nel conto e il manager ci ha aspettati all’uscita del locale per salutarci, scusandosi ancora per quanto successo.

Questo per gli USA non è nulla di speciale, perché’ qui fanno di tutto affinché’ il cliente sia sempre soddisfatto e quindi torni altre volte e, magari, parli bene del locale anche ad altre persone.

Questa intervista c’è stata gentilmente concessa da http://popolomigrante.blogspot.it

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