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UN’ITALIANA A SEATTLE CON BERLINO NEL CUORE

Creato Martedì, 19 Febbraio 2013
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berlino seattle

UN’ITALIANA A SEATTLE CON BERLINO NEL CUORE

Raccontaci chi sei e che cosa facevi in Italia prima di partire.

Ho 28 anni e tre anni fa, nel 2010, dopo aver terminato gli (inutili) studi in Filosofia ho deciso di trasferirmi a Berlino. La provincia di Roma mi stava stretta e l’idea di trasferirmi nella capitale non mi ha mai sfiorato minimamente, ritenendola certamente una città meravigliosa ma invivibile. Avevo voglia inoltre di mettermi in gioco e conoscere una nuova cultura. Ho deciso così di partire da sola e darmi 6 mesi di tempo per vedere se fosse successo qualcosa.

Nel giro di un mese ho trovato uno stage e subito dopo un buon lavoro in un’azienda di servizi online. Berlino è diventata così la mia casa con un valore affettivo superiore a quella di nascita.

Due anni e mezzo dopo una notizia inaspettata: il mio compagno di allora ha trovato lavoro negli Stati Uniti. Senza pensarci due volte ci siamo sposati (a Berlino ovviamente), abbiamo fatto i bagagli e siamo volati a Seattle. Ed è qui che ci troviamo ora da 6 mesi.

 

Perché hai scelto proprio gli Stati Uniti e la Germania tra tutti i paesi?

Berlino è stato un colpo di fulmine. Ci andai per la prima volta nella primavera del 2007 e decisi che avrei iniziato lì la mia vita subito dopo la laurea, ed imparai ad amarla sempre di più le estati seguenti. Avevo studiato il tedesco per interesse personale e accademico già da qualche anno, quindi decisi di tentare. 

Gli Stati Uniti invece sono stati una scelta “obbligata”, l’opportunità lavorativa di mio marito di insegnare in un’università americana, non poteva essere ignorata.

 

Che cosa consigli di fare agli italiani prima della partenza per gli Stati Uniti o la Germania?

Dunque, ammetto che quando decisi di partire la prima volta lo feci senza pensarci troppo, la voglia di fuggire era più forte del pensiero di tutte le difficoltà alle quali sarei andata incontro. Ancora oggi mi meraviglio di me stessa e di tutto quello che ho affrontato: niente di epico, normale amministrazione di chi espatria, ma la reazione è totalmente soggettiva, e per me, timida e impacciata, ha significato davvero molto. Ma il primo espatrio è avvenuto in modo naturale, non ho mai sentito nostalgia di casa e ho trovato subito una mia dimensione. Ritengo che conoscere la lingua del posto sia molto importante per integrarsi subito e capire qualcosa di più della cultura del popolo con il quale si sceglie di vivere, per questo motivo consiglio sicuramente come primo passo quello di imparare la lingua prima di partire, ma non solo quella. Per mesi ho letto tantissimi forum e blog di chi prima di me aveva preso la stessa decisione, per arrivare preparata e sapere da subito i primi passi (anche burocratici) che avrei dovuto compiere. Ad esempio molte persone decidono di vivere in Germania e non si documentano prima sul funzionamento dell’assistenza sanitaria, che è totalmente differente da quella italiana e a mio parere non è un dettaglio trascurabile. Inoltre per me è stato molto importante conoscere bene la città dove avevo scelto di vivere, ha fatto sentire il distacco meno difficile ed è stato vantaggioso in molti casi.

Quando sono arrivata a Seattle era la prima volta che ci mettevo piede e sapere di dover vivere in un posto che impari a conoscere per la prima volta è spiazzante e può generare angoscia, perché in qualche modo senti la pressione di dover amarlo anche se non sai come fare, soprattutto se è la città più piovosa degli Stati Uniti!

 

Che cosa fai negli Stati Uniti?

Come detto prima a Berlino lavoravo, non era certamente il lavoro dei miei sogni ma mi ha permesso di condurre due anni bellissimi, togliermi tantissime soddisfazioni, anche se poi ho capito che non era in quell’ambito che avrei immaginato il mio futuro. Si trattava di un’azienda di servizi web, nello specifico di online-dating. Io mi occupavo principalmente dell’assistenza ai clienti e avevo qualche altra piccola mansione. Questo lavoro mi ha permesso di capire come funziona il mondo del marketing online, ma anche di avere una panoramica più ampia sulla tipologia di clienti che un sito di online-dating può avere e le differenze fra i diversi paesi. Inoltre insegnavo italiano ai tedeschi e questo mi appagava e riempiva di soddisfazione.

Negli Stati Uniti invece mio marito insegna filosofia alla Seattle University. Qui le cose sono più complesse: essendo qui con un visto, io attualmente non posso lavorare pertanto sto migliorando l’inglese andando a scuola, e terminando un altro percorso universitario che ho deciso di intraprendere l’anno scorso, stavolta in pedagogia. L’anno prossimo forse potrò richiedere un permesso di lavoro e vedremo cosa succederà.

 

Principali differenze tra Italia e Stati Uniti/Germania sia lavorative che sociali.

A Berlino ho trovato subito la mia dimensione, ho sempre ammirato il modo in cui tutto funzionasse senza troppi intoppi (soprattutto la burocrazia), il modo di pensare dei tedeschi, il loro essere “quadrati”, che a volte si rivela un vantaggio (e altre no). I mezzi di trasporto che funzionano e non avere il bisogno di una macchina.

In ambito lavorativo ho trovato sempre un ambiente accogliente e dinamico. Negli ultimi anni però le cose sono cambiate, Berlino è diventata una meta molto ambita, non è più facile trovare una casa, gli affitti sono aumentati parecchio e trovare lavoro se non si è qualificati e settoriali è molto arduo. Forse è stato più difficile farmi degli amici tedeschi all’inizio, ma non è assolutamente vero che sono freddi e schivi.

Gli americani li sto ancora “studiando”, a volte il loro essere molto socievoli fa credere che sia facile fare delle amicizie ma poi mi accorgo che molte di esse rimangono ad un livello più “superficiale”. Inoltre quello che non mi piace è che molti americani credono che l’America sia la migliore Nazione dove vivere e ne sono molto orgogliosi, e se gli chiedi quanto hanno visto del mondo per affermarlo, ti accorgi che non sono mai usciti dai confini americani... perché in fondo l’America è così vasta e varia perché viaggiare al di fuori?

 

Cosa ti manca dell'Italia?

Quando ero in Germania dell’Italia, anche se so che è banale, mi mancava solo un certo tipo di cibo, soprattuto la pizza del forno che non esiste da nessuna parte. Ma sinceramente a parte gli affetti di alcuni amici e della famiglia non ho mai sofferto di nostalgia.

Qui a Seattle continua a mancarmi il cibo italiano di più. Fare la spesa qui è molto difficile se si vuole mantenere un regime alimentare degno di questo nome. Comprare verdura che sappia di verdura, frutta o cibo senza conservanti è difficile e dispendioso. Quindi a volte sento davvero la mancanza di un supermercato italiano e spesso di confezioni dalla “dimensione umana”. Inoltre mi manca l’efficienza dei mezzi pubblici che qui è simile a quella romana, cioè assente. Mentre a Berlino i trasporti funzionano decisamente meglio.

 

Cosa può andare a fare un italiano negli Stati Uniti o in Germania?

Sinceramente in questo momento non me la sentirei di consigliare a qualcuno di andare a Berlino a meno che non abbia già un contatto e un’opportunità di lavoro. C’è molta disoccupazione ed è difficile trovare una sistemazione a meno che non si abbiano delle qualifiche specifiche, si parli il tedesco o molto bene l’inglese per lavorare nel marketing. Ci sono sicuramente altre città in Germania più appetibili.

Negli Stati Uniti è diverso, per poter partire c’è bisogno di uno sponsor, cioè un datore di lavoro che garantisca e paghi per il tuo visto. Quindi non è possibile partire alla cieca e cercare lavoro, bisogna avere un aggancio. Mandare una candidatura online e fare un colloquio su Skype, come è successo a mio marito, è un’opzione valida.

 

Ci sono molti italiani negli Stati uniti e in Germania?

A Berlino ci sono moltissimi italiani, la comunità è molto ampia ed è ormai possibile per esempio trovare medici italiani e non solo. Spesso si organizzano degli incontri, cineforum o aperitivi nei locali italiani che sorgono ad una velocità impressionante.

A Seattle la comunità è più piccola, sono persone adulte, spesso con figli e che si sono trasferite qui magari una decina di anni fa per lavorare in colossi come Microsoft.

Da quello che posso leggere nel gruppo di italiani a Seattle di FB c’è una buona intesa, organizzano feste e gite. Non posso dire lo stesso purtroppo del gruppo FB di Italiani a Berlino dove quasi ogni giorno si assiste a polemiche inutili e insulti vari.

Ma purtroppo il contesto è fondamentale: chi è a Seattle, può permettersi di viverci, sono persone che conducono una vita agiata. Chi arriva a Berlino sa che non sarà facile trovare una casa e un lavoro e non sa quanto riuscirà a sopravviverci, e spesso chi è arrivato prima è restio a dar consigli o regalare illusioni.

 

Raccontaci un aneddoto che dia un'idea degli Stati uniti e della Germania.

Posso dire che agli americani piace “attaccare bottone” sempre e in qualsiasi situazione, spesso mi fermano per dirmi che gli piace come sono vestita o semplicemente che ho un bel sorriso ed è una qualità che apprezzo molto, anche se devo ancora abituarmici.

Per quanto riguarda Berlino mi viene in mente quella volta in cui ero al supermercato e riposi due rosette di diverso tipo, ma dello stesso prezzo, in un unico sacchetto... fui subito ammonita dalla cassiera: “sono diversi quindi vanno in sacchetti diversi”. Mai chiedere ad un tedesco di fare qualcosa di diverso dal “così si fa”.

 

Della mia vita fra queste due città parlo nel mio blog: http://havasflugilojn.wordpress.com

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