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MARIA CHIARA: UNA MILANESE BLOGGER, LAVORATRICE E MAMMA IN GERMANIA

Intervista Maria Chiara Gambini 0539

MARIA CHIARA: UNA MILANESE BLOGGER, LAVORATRICE E MAMMA IN GERMANIA

Oggi vi presentiamo Maria Chiara, una milanese che in Germania è diventata blogger, lavoratrice e mamma.

Il tuo blog è probabilmente uno dei primi blog expat dalla Germania. Come ti è venuta l’idea?

Il mio più che un blog è una raccolta di racconti. Non a caso l’ho chiamato proprio Racconti d’oltre cavolo (racconticavolo.blogspot.com). L’ho iniziato per vari motivi. Un po’ per far vedere che la Germania è ben diversa dagli stereotipi che la dipingono. Volevo dare poi una mia risposta divertente a tutti i libri e film tedeschi che prendono in giro gli italiani. Inoltre mi piace scrivere e con il blog mi tengo in allenamento con l’italiano - stando via da tanto ho la sensazione di perderlo. 

Quali sono i temi che tratti nel tuo blog?

Direi che il materiale narrativo del blog si appoggia sostanzialmente su tre tematiche: 1) le stranezze della Germania, dal punto di vista della cultura e delle abitudini e anche per quanto riguarda il cibo - ecco perché ho aperto la sezione “Assaggiato per voi” in cui provo le peggiori specialità tedesche. 2) la nostalgia di casa - perché più si passano gli anni nel paese d’adozione e più si sente la mancanza del proprio. 3) la coesistenza di due culture diverse, tema che ho iniziato a trattare con la nascita del mio primo bambino e che si sviluppa seguendo la sua crescita.

Perché hai scelto la Germania?

In realtà è la Germania che ha scelto me. Il mio cervello ha accompagnato il mio cuore ovvero ho raggiunto il biondo che ho conosciuto durante l’Erasmus a Jena. Viviamo da ormai sei anni ad Amburgo.

 

Che lavoro fai in Germania?

Mi occupo di marketing e comunicazione per una multinazionale.

Cosa consigli a chi vuole cercare lavoro in Germania?

Imparare il tedesco! Forse è brutale quello che scrivo ma se non si conosce la lingua è impossibile trovare un buon lavoro, almeno al di fuori della ristorazione italiana. Fanno eccezione i super professionisti degli ambiti più tecnici, che sul lavoro parlano in inglese, e forse poche start up con dipendenti che arrivano da tutto il mondo. Inoltre sono convinta che imparare la lingua del posto sia una questione di rispetto, sia verso i tedeschi sia verso se stessi, per sentirsi parte della nuova società e, sostanzialmente, vivere meglio. Un ulteriore consiglio è avere pazienza: per quanto qui la situazione sia migliore non è vero che il lavoro ci aspetta già quando scendiamo dall’aereo.

È vero che Amburgo è piena di italiani?

Verissimo! Nel 2008, anno in cui sono arrivata da Amburgo, ho aperto su Facebook il gruppo Italiani ad Amburgo, che conta oggi più di 2800 iscritti. Il gruppo è un luogo per aiutarsi, conoscersi e organizzare eventi come la mostra fotografica Obiettivo Amburgo di cui ha parlato anche La Repubblica.

Per finire: qual è la cosa che ti piace di più della Germania?

Il fatto che ognuno possa uscire di casa vestito come vuole e che faccia altrettanto con i propri bambini... niente occhi addosso e niente sfilate di moda cittadine alla milanese!

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UN PONTE PER CALEDONIA: UNA COPPIA DI ITALIANI IN SCOZIA

 

italiani in Scozia

UN PONTE PER CALEDONIA: UNA COPPIA DI ITALIANI IN SCOZIA

Raccontaci chi siete e che cosa facevate in Italia prima di partire.

Ciao, mi chiamo Francesca ho 32 anni e sono laureata in Tecniche Ortopediche, con una spiccata passione per il computer. Purtroppo la crisi in Italia ha spinto me e mio marito ad espatriare in cerca di un lavoro, un po' di stabilità, una vita normale e serena.

Perché avete scelto proprio la Scozia tra tutti i paesi?

Abbiamo scelto la Scozia perché è un paese che ci ha rapito letteralmente il cuore, con i suoi paesaggi naturali, un po' rudi e selvaggi e con le sue città in costante sviluppo ed espansione.

Che cosa fate in Scozia?

Attualmente sia mio marito che io lavoriamo come impiegati per un’azienda internazionale, che si occupa di computer e tecnologia. Purtroppo non sono ancora riuscita ad impiegare la mia laurea, ma ho ottenuto lo scorso mese l'iscrizione temporanea di 1 anno all'albo Health Care Profession Council e sto facendo domanda per la registrazione definitiva. Per poter lavorare come Tecnico Ortopedico mi serve l'iscrizione all'albo HCPC. La documentazione richiesta e le procedure sono lunghe e ferree qui in Gran Bretagna, soprattutto per chi come me lavorerà nel campo della salute.

Che cosa consigliate di fare agli italiani prima della partenza per la Scozia?

A tutti gli Italiani che partono dall'Italia per raggiungere la Scozia consiglio di partire con il migliore inglese possibile. Anche perché l'accento scozzese è difficile da comprendere, soprattutto i primi tempi. Inoltre portate con voi il vostro bagaglio di esperienza lavorativa italiana e le vostre conoscenze, vi saranno molto utili. 
Siate molto umili, non pensate di arrivare in una nazione dove manca la professionalità, la concorrenza è alta, lavorate sodo, volate basso, accettate anche lavori temporanei, o lavori che non sono il vostro obiettivo all'inizio e vedrete che i vostri sforzi e la vostra buona volontà verranno ricompensati. Non arrendetevi, perché le difficoltà saranno molte.

Principali differenze tra Italia e Scozia sia lavorative che sociali.

Le differenze tra Italia e Scozia sono molte. La burocrazia è molto più snella, più veloce, la legge è uguale per tutti e tutti rispettano le regole, è un paese meritocratico, non partite pensando di cercare lavoro attraverso qualche connazionale italiano, partite contando solo su voi stessi, sulle vostre capacità e qualità. Credeteci fino in fondo, qualunque sia il vostro obiettivo, se davvero lavorerete con tenacia lo raggiungerete. 

Cosa può andare a fare un italiano in Scozia?

Qui non avrete genitori, fratelli, sorelle e amici su cui contare, questo sarà un punto a vostro sfavore.
Inoltre in Scozia ci sono due grandi problemi sociali, l'alcool e il gioco d'azzardo. Cercate di non prendere queste brutte abitudini, che di certo non miglioreranno la vostra situazione. Costruitevi il vostro angolo di mondo, di città, con le vostre abitudini, il vostro modo di vivere in sintonia con ciò che vi circonda. Siate aperti, cauti e forti. Cercate di prendere le cose migliori che vi può offrire la Scozia, cercate di dare il meglio di voi stessi alla Scozia e lasciate il peggio lontano da voi.

Ci sono molti italiani in Scozia?

Anche in Scozia ci sono molti italiani, soprattutto nelle città più popolate come Edimburgo, Glasgow e Aberdeen, ma secondo me non tutti sono fatti per vivere in Scozia. C'è chi si adatta, chi ce la fa, chi no e chi invece ad un certo punto desidera "cambiare aria".

Raccontateci un aneddoto che dia un'idea della Inghilterra.

I primi mesi che ho abitato a Glasgow, il quartiere dove vivevo non era uno dei più tranquilli, ma ricordo che mi sentivo comunque protetta e sicura, anche se uscivo di notte sola, perché mio marito lavorava, per portare i cani fuori a fare la consueta passeggiata. Questo perché la zona era, ed è tutt'ora, completamente disseminata di telecamere. Se per caso di notte qualcuno spaccava una bottiglia di proposito in una manciata di secondi arrivavano le furgonette della polizia. 
Ho anche un ricordo vivissimo degli elicotteri che ho visto girare sopra la città, con il faro acceso, alla ricerca di non so quale tipo di malvivente.

Ad ogni modo, con i suoi pro ed i suoi contro, nutro un profondo sentimento per la Scozia, per questo ho aperto un blog dove racconto la mia vita, i viaggi, le avventure, un po' di storia di questa meravigliosa nazione e dove pubblico tantissime delle nostre fotografie e anche qualche video: http://www.unpontepercaledonia.it

Ti starai chiedendo perché ho scelto questo nome, Un Ponte per Caledonia, perché il blog è un ponte tra me e il mondo che mi circonda, tra me, la mia vita in Scozia e tutte le persone, la mia famiglia ed i miei amici, che ho lasciato in Italia, ma che non ho dimenticato ed anche per tutte le persone che vogliono leggerlo.

Francesca dalla Scozia

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LONDRA: LA STORIA DI MIND THE FLAT E DELLE SUE CREATRICI

MtF founder

LONDRA: LA STORIA DI MIND THE FLAT E DELLE SUE CREATRICI

Raccontaci chi siete e che cosa facevate in Italia prima di partire.

Siamo due giovani imprenditrici, Doriana Carlucci ed Eliana D’Alessandro, entrambe siamo arrivate a Londra ad inizio 2009, terminati i nostri studi in Economia alla Cattolica del Sacro Cuore di Milano. La crisi economica aveva già colpito la nostra nazione, per tale motivo, dopo aver conseguito la nostra laurea triennale abbiamo deciso di prendere armi e bagagli e partire. Ci rendevamo sempre più conto che la conoscenza della lingua inglese era richiesta ovunque, in più Doriana avevo già in mente da tempo di proseguire i propri studi in Inghilterra.

Perché avete scelto proprio l’Inghilterra tra tutti i paesi?

Il fratello di Doriana, a Londra già dal lontano 1999, ci aveva sempre elogiato le qualità, la meritocrazia e le opportunità che una città come Londra poteva offrirci. Abbiamo quindi deciso di partire per migliorare il nostro inglese, acquisirne padronanza ed iniziare un master nella magnifica capitale inglese, in modo da poter arricchire al meglio il nostro CV e risultare competitivi in un mercato iperattivo come quello inglese. Londra su tutte offriva le migliori opportunità in termini di studi universitari, lavoro futuri e stile di vita.

Che cosa fate in Inghilterra?

Insieme abbiamo creato Mind the Flat.

MtF è un portale gratuito che mette in comunicazione locatore e affittuario; è una rental community online che accoglie al momento più di 20.000 visitatori e membri. Non operiamo come un’agenzia immobiliare ma semplicemente diamo la possibilità ai nostri utenti di informarsi, conoscere e scoprire le diverse zone di Londra e se lo desiderano trovare casa/affittuario. Mind the Flat è stato fondato sul principio della trasparenza, ecco perché’ il portale permette agli utenti di lasciare feedback sulle zone, trovare il coinquilino ideale ed attraverso il nostro algoritmo trovare le migliori combinazioni disponibili al momento. Tutto ciò è completamente gratuito, navigabile anche in Italiano, con servizio dedicato in Inglese, Spagnolo, Francese ed ovviamente Italiano.

Obiettivo è quello di poter offrire un portale gratuito dove Londoners e persone nuove alla città possono trovare informazioni, case e nuovi amici. Londra è un’isola felice ma può risultare difficile se non si ha un nido chiamato casa e degli amici con cui poter condividere le proprie esperienze. Mind the Flat sta lavorando sodo per poter offrire tutto ciò e non incorrere nella trappola della malinconia, ma invece poter godere al massimo le potenzialità della città.

Che cosa consigliate di fare agli italiani prima della partenza per l’Inghilterra?

Prima di partire per il Regno Unito informatevi, navigate sul web, cercate il maggior numero di informazioni attendibili possibili. Non credete alle leggende metropolitane che narrano di lavori trovati in 5 giorni pagati 2000 euro al mese. Ovviamente può succedere, ma tanto dipende dalle proprie conoscenze personali e dalle esperienze lavorative passate.

Studiate quando arrivate in UK, informatevi su scuole e zone di Londra più adatte al vostro stile di vita, Londra è una città bellissima che ha l’incredibile capacità di unire tante culture e diversi modi di vivere, arrivate preparati, possibilmente con degli appuntamenti fissati per visionare degli alloggi, ed una volta sul posto poter scegliere l’appartamento più consono ai vostri standard. Un consiglio che mi sento di darvi è di bloccare una stanza con un deposito non appena trovate quello che fa al caso vostro, il mercato degli affitti è molto veloce ed una camera potrebbe non essere più disponibile dopo poche ore.

Questione soldi, bè gli stipendi sono più alti che in Italia, ma questo non è difficile, però considerate che affitti e mezzi di trasporto a Londra sono molto molto cari, quindi bisogna fare delle scelte ed magari essere pronti ad accettare dei compromessi, soprattutto all’inizio.

Londra può offrire tanto ma non è una città facile, mettetevi da parte un gruzzoletto di soldi e fissatevi degli obiettivi da raggiungere, siate constanti e non mollate dopo 15 giorni; step by step i risultati arrivano sempre.

Principali differenze tra Italia e Inghilterra sia lavorative che sociali.

Londra e gli inglesi hanno i loro pro e contro.

Pro: Londra è una città in continua crescita e sviluppo, assolutamente meritocratica, dove una qualsiasi persona capace può emergere. Ovviamente la concorrenza è molto alta perché ci sono persone altrettanto valide che provengono da ogni parte del mondo. L’Inghilterra investe in ricerca, università e sin da piccoli imparano a vivere con persone provenienti da tutto il mondo. Ci sono case popolari in ogni angolo della città, da Kensington & Chelsea alla zona più periferica, non creano ghetti, ne tanto meno tendono ad emarginare gli stranieri; anzi sono perfettamente coscienti che siamo noi la loro ricchezza. Non ci siamo mai sentite emarginate o straniere pur essendolo.

Contro: il valore che personalmente noi diamo alla famiglia è superiore, l’attaccamento che noi abbiamo è unico, con questo non mi riferisco all’assistenzialismo ed ai mammoni. Una loro fortissima piaga sociale è l’alcool, gli inglesi di ogni età bevono litri di birra, riducendosi in condizioni pessime.

Cosa può andare a fare un italiano in Inghilterra?

Per prima cosa può imparare la lingua più parlata al mondo, che li può permettere di viaggiare ovunque senza problemi. In secondo luogo può arricchire le proprie conoscenze ed aprire la propria mente a realtà diverse da quella italiana. In fine se raggiunto un livello di appropriato della lingua può ambire a ricoprire posizioni di rilievo in un tempo minore di quelli che al momento il mercato italiano offre. Pensiamo che oggigiorno un’esperienza all’estero sia essenziale per capire ed apprezzare determinati valori, confrontarsi con diverse culture e capirne i loro pregi e difetti.

Ci sono molti italiani in Inghilterra?

Non sappiamo nel resto dell’Inghilterra, ma a Londra ci sono molti Italiani, Londra è aperta a tutti ma non è per tutti. Londra è una città che non dorme mai, tanti arrivano a Londra pieni di aspettative e sogni, ma si scontrano con il primo scoglio oggettivo che è quello della lingua, e del costo della vita. Come già menzionato prima, se decidete di intraprendere la bellissima avventura di vivere in uno stato straniero ed in particolare a Londra, partite con un pochino di soldi, pronti ad accettare anche lavori più umili. Quindi rispondendo alla sua domanda Londra accoglie tanti Italiani, ma quelli che davvero si fermano per un lungo periodo non sono tantissimi in proporzione.

Raccontateci un aneddoto che dia un'idea della Inghilterra.

L’inglese è generalmente molto cortese e garbato, ma se lo volete far impazzire di rabbia, saltate la fila. Ricordo che eravamo arrivate da poco a Londra e notavamo la loro calma e rispetto della fila, dal prendere il bus, al supermercato ai negozi. Una mattina eravamo in fila in un negozio, c’era una fila molto lunga, nonostante ci fossero 6 casse attive, ad un certo punto, il tipico gruppetto di Italiani, prese il panino dal frigo e andò direttamente in cassa; ignorando le altre 15-20 persone in fila. Ricordo che un signore molto distinti in fila, con una calma infinita fermò le signore ed indicò loro la fila e il ragazzo in cassa si rifiutò di servirle. Questo accade ovunque a Londra dal mercato della frutta, ai caffè, al bus, c’è rispetto delle regole e degli altri.  

Auguro a tutti voi Buona Fortuna e spero di cuore che Londra possa regalarvi una magnifica esperienza che sia per 6 settimane o per 6 anni come la nostra.

Best Of Luck

Eliana & Doriana

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CAMBIARE VITA A LAS TERRENAS IN REPUBBLICA DOMINICANA.

italiani repubblica dominicana las terrenas 

CAMBIARE VITA A LAS TERRENAS IN REPUBBLICA DOMINICANA

Raccontateci chi siete e che cosa facevate in Italia prima di partire

Siamo Francesca e Guido, una coppia che si è ritrovata un po’ stanca dello stile di vita italiano e dei suoi ritmi; nel nostro Paese io ero impiegata commerciale e Guido era commercialista e istruttore di fitness. Entrambi cercavamo una vita che ci desse la possibilità di mettere al primo posto  i rapporti interpersonali, gli interessi, il contatto con la natura e non soltanto  il lavoro.

Perché avete scelto proprio la Repubblica Dominicana, e in particolare Las Terrenas, tra tutti i paesi?

A seguito di una vacanza, Las Terrenas è risultata un posto tranquillo con una natura e un clima molto piacevole, una realtà parallela europea con potenzialità di sviluppo.  La gente in generale è molto cordiale, la situazione fiscale altrettanto invitante, specialmente per chi come noi ha investito in immobili. Per ultimo, ma non per questo meno importante, la buona varietà di prodotti alimentari. 

Che cosa consigliate di fare agli italiani prima della partenza per la Las Terrenas?

Se andate a Las Terrenas per una vacanza, consiglierei di partire con  un‘assicurazione sanitaria valida. Se invece è la meta per un possibile cambiamento di vita, consiglierei  di soggiornare per un periodo lungo e per più periodi prima di fare questo passo, per conoscerla davvero in tutte le sue sfaccettature.

Che cosa fate in Las Terrenas?

Grazie alle splendide spiagge che fanno da cornice, io qui organizzo matrimoni per chi decide di trasformare il proprio viaggio ai Caraibi  in una cerimonia da sogno,  attraverso www.floloveorganization.com,mentre Guido  si occupa di assistere le persone che desiderano venire a conoscere questo posto, occupandosi dell’ alloggio, dei trasferimenti e di varie altre richieste, attraverso www.villahogarfeliz.com.

Principali differenze tra Italia e Repubblica Dominicana dal punto di vista lavorativo?

Sono due realtà molto diverse, non è facile lavorare qui, e in particolare a Las Terrenas manca completamente il concetto di professionalità o specializzazione nel lavoro.

Cosa vi manca dell'Italia?

La famiglia innanzitutto! In generale le persone care, con loro si è sempre in contatto ma c’ è nostalgia dei momenti in cui si era fisicamente insieme.

Cosa può andare a fare un italiano a Las Terrenas?

Non abbiamo la risposta per tutti gli italiani, consigliamo solo e sempre di venire e fare esperienze personali per individuare la possibilità di crearsi il proprio spazio qui.

Raccontaci un aneddoto che dia un'idea della Repubblica Dominicana.

Un giorno chiesi ad un falegname di farmi due preventivi, uno  per 5 sedie e l’altro per 10 sedie. Nel primo caso ogni sedia sarebbe costata 500 pesos e nel secondo 600 pesos. Cosicché, stupito , chiesi se avesse sbagliato a fare i conti, e lui : “ Certo che no, per farne dieci ci vuole più lavoro!”

Facebook https://www.facebook.com/#!/VillaHogarFeliz

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ORNITORINKO: IL BLOG DEGLI ESPATRIATI “STRANI”

ornitorinko

ORNITORINKO: IL BLOG DEGLI ESPATRIATI “STRANI”

Raccontaci chi sei e che cosa facevi in Italia prima di partire.

Mi chiamo Domenico Aiello, Dome o Dodò, come vogliono i miei amici. Sono un "animale strano", tanto da decidere di avviare un progetto che tende a raccogliere gente come me: si tratta di un blog, Ornitorinko, che racconta le esperienze che gli "animali strani" vivono in giro per il mondo.www.ornitorinko.com/about

 

In quali paesi hai vissuto?

Tante, sono le esperienze all'estero maturate ad oggi: Danimarca (1 anno), Polonia (3 città diverse nel giro di in un anno), Australia (1 anno tra Sydney e Melbourne), Thailandia. Adesso, ho deciso di tornare a vivere in Italia, per cercare di capire se è davvero così tragica come si pensa. Ancora devo tirare le somme, vedremo!

 

Che cosa consigli di fare agli italiani prima di partire all’estero?

Penso che chi sente il bisogno di partire, deve assolutamente farlo: anche come esperienza di vita, non è male, si può imparare molto dagli altri! Però, informatevi bene prima di partire: spulciate i blog, leggete le testimonianze di chi ha vissuto l'esperienza. Non partite prima di conoscere la lingua locale, anche se in maniera basica.

Che cosa fai nella vita?

Mi occupo di digital marketing, ma non mi formalizzo troppo. 

 

Principali differenze tra Italia ed altri paesi sia lavorative che sociali.

L'Italia, rispetto ad altri posti dove ho vissuto, è meno organizzata, la burocrazia lenta, ma queste sono frasi già fatte. Penso che sia un meccanismo costruito appositamente per stipendiare qualcosa che non funziona. è un cane che si morde la coda, ma questa è una storia vecchia.

 

Cosa ti manca dell'Italia?

Quando vivevo in Australia, si sentiva la troppa distanza dagli affetti di sempre. In Polonia, rimpiangevo il clima e i sorrisi della gente. In Danimarca, il calore delle persone.

 

Cosa può andare a fare un italiano all’estero?

Non so perché, ma quando diciamo Italia, veniamo associati alla cucina. Forse questo è un plus che ci può tornare sempre utile.

 

Ci sono molti italiani nei paesi dove hai vissuto?

Sydney, Melbourne, l'Australia in generale è piena zeppa di italiani: forse, emigrare in downunder, oggi, è quasi una moda. In Polonia ne ho conosciuto qualcuno, in Danimarca, qualche caso isolato, ma gli italiani emigrati sono davvero ovunque. A Chiang Mai (Thailandia), nessuno. 

Raccontaci un aneddoto che dia un'idea di Melbourne e dell’Australia.

A Melbournehttp://ornitorinko.com/2013/01/20/pellegrinaggio-chimico-al-7eleven-alla-corte-degli-umpa-lumpa-nella-la-mecca-dei-backpackers/http://ornitorinko.com/2013/01/20/pellegrinaggio-chimico-al-7eleven-alla-corte-degli-umpa-lumpa-nella-la-mecca-dei-backpackers/

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