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Written on 30/01/2014, 19:16 by mome85
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UNIVERSITÀ E DOTTORATO ALL’ESTERO: UN’OPPORTUNITÀ PER SCOPRIRE NUOVI MONDI

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UNIVERSITÀ E DOTTORATO ALL’ESTERO: UN’OPPORTUNITÀ PER SCOPRIRE NUOVI MONDI

Studiare all’estero è uno dei tanti modi per fare esperienza e tastare il terreno delle possibilità lavorative e non. Ecco perché sempre più giovani laureati lasciano le facoltà italiane optando per un dottorato all’estero.

Vediamo come si vince un dottorato all’estero.

Iniziamo con il dire che spesso, nel nostro Paese, fare il dottorato è qualcosa che richiede un immane sforzo per entrare ma non dà molta soddisfazione. Non sono tante, infatti, le borse di studio che permettono a chi fa ricerca di percepire un piccolo incentivo per pagare le spese a cui deve far fronte. Per questo e per tanti altri motivi, oggi come oggi, si preferisce l’estero.

Vediamo come fare per fare domanda di dottorato all’estero.

Innanzitutto, si deve compilare il modulo apposito, altresì noto come application. Questo dovrà poi essere mandato (in cartaceo o online a seconda delle istruzioni) all’università prescelta. Per cercare il materiale che dovete scaricare e completare, si deve guardare il sito dell’università e cercare nella sezione postgraduates o phD. Dopo aver trovato tutti i documenti da compilare, li si scarica o li si compila direttamente online, in base a quelle che sono le direttive. Ovviamente, la domanda dovrà essere accompagnata da un curriculum vitae redatto in lingua inglese e dovrà essere indicato il percorso di studi fatto in Italia, segnalando anche se si è in possesso della triennale (Bachelor Degree), della specialistica (research Master).

Un altro passo importante da compiere nel momento in cui si inoltra una domanda è quello di preparare una traduzione in inglese degli esami sostenuti e del percorso di studi che si è affrontato. A tutto si devono allegare i documenti di identità, l’eventuale passaporto e una lettera di motivazioni. Le università straniere solitamente riservano 1 o più posti per studenti stranieri che vogliono fare il dottorato lì.

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TRASFERIRSI ALL’ESTERO: COME SCEGLIERE LA SCUOLA PER I PROPRI FIGLI

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TRASFERIRSI ALL’ESTERO: COME SCEGLIERE LA SCUOLA PER I PROPRI FIGLI

Quando ci si trasferisce all’estero e si trova un lavoro, quasi sicuramente è una scelta senza via di ritorno. Se si inizia una nuova vita in un Paese estero e ci si rende conto che le prospettive sono migliori di quelle che ci vengono offerte nel nostro Stato, difficilmente si torna indietro. Ecco che, quindi, spesso tutta la famiglia si riunisce nel nuovo Paese e sorge un primo problema, che riguarda i figli. Questi ultimi dovranno continuare a studiare anche se lontano dall’Italia.

Come scegliere la scuola per i propri figli? Quando ci si trasferisce in un nuovo Paese si deve innanzitutto cercare di capire quello che sarà meglio per i figli. Scegliere la scuola migliore è il primo passo per farli stare bene e per cercare di farli integrare. Prima dell’iscrizione ci si deve informare: qual è la scuola migliore della zona? Come vengono integrati gli stranieri? Spesso si cerca di iscrivere i propri figli nelle scuole italiane, ma lo sconsigliamo perché se vengono iscritti in una scuola del luogo potranno anche imparare una lingua diversa e potranno integrarsi al meglio. Ovviamente, prima di iscriversi dovranno avere comunque una infarinatura della lingua che si dovrà parlare e in cui si dovrà studiare. In secondo luogo, ci si deve informare su tutta la burocrazia da tenere in considerazione. Vogliamo ricordare che la maggior parte delle scuola internazionali sono private e, quindi, a pagamento e questo dovrebbe essere un altro motivo per scegliere una scuola del posto. Naturalmente, come detto in precedenza, il ragazzo o il bambino devono avere una preparazione, seppur minima, per affrontare le lezioni in lingua e per far fronte a una cultura diversa, con la quale, però, dovranno ugualmente confrontarsi giorno dopo giorno, dato che vivere in un altro Paese è anche questo.

COME DIVENTARE INSEGNANTI DI ITALIANO IN INGHILTERRA

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COME DIVENTARE INSEGNANTI DI ITALIANO IN INGHILTERRA

Quando ci si trasferisce all’estero e, magari, si ha la laurea in lingue, uno dei sogni maggiori è quello di andare a insegnare italiano. Cosa bisogna fare, quindi, se si decide di voler insegnare italiano all’estero e, in particolare, in Inghilterra?

Le opportunità sono tante e siamo qui per darvi le dritte giuste per realizzare il vostro sogno. Iniziamo con l’indicare cosa bisogna fare per diventare lettore di lingua italiana presso una delle tante università inglesi. Si lavora circa 36 ore alla settimana e si accede a questa carica mediante concorso. Per saperne di più consigliamo di consultare il sito del Ministero degli Affari Esteri e quello degli Istituti di Cultura italiana presenti in Inghilterra.

Ma l’università non è il solo luogo che ha bisogno di docenti madrelingua italiani. Sia le scuole private che quelle statali sono sempre alla ricerca di docenti di italiano, poiché la nostra lingua è molto apprezzata e studiata in Inghilterra (quasi quanto noi studiamo l’inglese). Se si tratta di una scuola privata, si deve inviare il curriculum vitae, naturalmente in lingua inglese, e si devono elencare tutte le esperienze pregresse. Per le scuole statali, invece, occorre abilitarsi all’insegnamento. Prima di qualsiasi altro consiglio, vi suggeriamo di informarvi in merito presso l’Istituto Italiano di Cultura, con sede a Londra. Si badi bene: in UK gli insegnanti non sono assunti dal Ministero, ma dalle regioni e il numero di posti disponibili cambia da regione a regione in base alle esigenze. Si devono, in ogni caso, seguire dei corsi di abilitazione che sono necessari per poter accedere alle scuole inglesi.

Insegnare italiano è l’ambizione di molti ed è per questo che questi consigli possono essere molto utili per chi desidera farlo. L’Inghilterra, del resto, è una delle mete preferite dagli italiani che vogliono cambiare vita, facendo un notevole salto di qualità.

QUALI SONO LE LINGUE PIÙ PARLATE AL MONDO?

lingue straniere

QUALI SONO LE LINGUE PIÙ PARLATE AL MONDO?

Sappiamo bene che imparare le lingue straniere è un passpartout importante per chi vuole viaggiare o trasferirsi all’estero per lavoro. Tuttavia, è sempre meglio non imparare una lingua qualsiasi, ma qualcosa che possa effettivamente essere utile al fine di un eventuale trasferimento. Vogliamo, quindi, darvi qualche dritta, facendovi una top ten delle lingue più parlate al mondo, in modo che possiate prendere spunto.

Al 10° posto ci sono Hindi e Hurdu che, però, pur essendo parlate da circa 200 milioni di persone, non hanno alcuna valenza fuori dal continente indiano, tanto che anche nei Paesi in cui si parlano queste due lingue, l’inglese rimane comunque la seconda lingua ufficiale.

Al 9° posto nella classifica delle lingue più parlate al mondo si trova il Giapponese. Questa lingua, inoltre, sta acquistando molta importanza a livello internazionale perché economia e tecnologia attualmente parlano giapponese. Attenzione, però, che è una lingua tutt’altro che semplice.

Arriva, poi, il Tedesco, lingua di per sé già molto studiata in Italia, anche a scuola.

Segue a ruota il Portoghese che è la lingua che più si parla nell’emisfero meridionale. Il Portoghese è parlato in tutti i continenti ed è per questo che vi consigliamo di impararlo.

Anche il Russo è molto parlato, molto capito e molto usato ed è anche questa una lingua molto influente e da imparare.

Il 5° posto, invece, lo occupa il Cinese (Mandarino) che è una delle lingue più influenti al  mondo al momento, dato che è parlato da oltre 1 miliardo di persone ed è molto usato a livello economico. Del resto l’economia del futuro, lo sappiamo, parla cinese.

Immediatamente dopo si trovano Arabo, Spagnolo e Francese. Ovviamente, va da sé che la lingua più parlata al mondo è l’Inglese. Consigliamo a chiunque di conoscere l’inglese, poiché questa è la vera lingua che unisce il mondo.

EMIGRARE CON TUTTA LA FAMIGLIA O DA SOLI?

emigrare con figli e famiglia

EMIGRARE CON TUTTA LA FAMIGLIA O DA SOLI?

Quando si deve decidere se emigrare o meno, la decisione non è mai semplice, perché talvolta si possono incontrare delle difficoltà. Una delle decisioni più difficili da prendere è quella del se partire o meno con tutta la famiglia. Spesso ci si trova a dover decidere non solo per sé ma anche per la propria famiglia. Partendo dal concetto che abbandonare il proprio Paese natale è sempre difficile, quando ci sono di mezzo anche figli e famiglia la situazione si complica ulteriormente. Perché? Perché i figli sicuramente hanno iniziato a vivere la loro vita nel luogo dove sono nati. Cambiare abitudini, scuola e amicizie, per dei bambini non troppo grandi potrebbe essere un trauma difficile da superare.

Allora, cosa fare se si hanno dei bambini non troppo grandi e ci si vuole trasferire all’estero? Naturalmente, si dovrebbe analizzare caso per caso, perché ci sono diverse situazioni e nessuna è uguale all’altra. Tuttavia, consigliamo a chi ha famiglia e figli e vuole abbandonare l’Italia di cercare prima tutte le sicurezze possibili prima di costringere tutti a lasciare una realtà per calarsi in un’altra vita del tutto sconosciuta. Se il lavoro è certo e c’è già una soluzione abitativa fissa, si deve considerare se la prospettiva è a lungo termine o meno e valutare se far trasferire immediatamente tutta la famiglia. In questo caso, se c’è la sicurezza che il trasferimento in un altro Paese è irrevocabile, meglio cercare di far abituare i figli il più presto possibile, perché in questo modo potranno anche integrarsi al meglio in una nuova società. Se, al contrario, c’è instabilità e incertezza, il nostro consiglio è quello di andare in avanscoperta e di cercare di trovare la soluzione più stabile possibile. Solo dopo, è consigliabile fare arrivare in loco anche i figli. Anche in questo caso, i piccoli dovranno adattarsi e confrontarsi con una nuova realtà, ma se ci sono basi solide va tutto meglio.

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